Il Blog di Peppe Totaro
9Dic/11Off

Incontro sul vino di “Marsala” a Messina

Incontro AIS 10 dicembre 2011 Vino di MarsalaSabato mattina alle ore 9.00 si terrà a Villa Pace (Via Consolare Pompea, Messina) un incontro formativo nell'ambito del Progetto Vino organizzato dai colleghi del Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche e del Dottorato di Ricerca in Scienze Enogastronomiche dell'Università degli Studi di Messina e dall'AIS Messina Tirrenica. Il tema principale dell'incontro sarà il vino di "Marsala".

Per la partecipazione all’evento è richiesto un contributo di € 10,00 (studenti UNIME € 7,00). Il contributo comprende un sostanzioso "pacchetto": iscrizione, bicchiere con tasca, cartellina e materiale didattico, degustazione dei vini e dei prodotti alimentari, attestato di partecipazione. Per ogni iscrizione, un euro sarà devoluto alle ragazze e ai bambini della casa famiglia CIRS “La Glicine” di Messina.

Potete scaricare il programma dell'incontro qui dove troverete anche i riferimenti per iscrizioni ed informazioni.

Oltre a scoprire storia, aspetti scientifici ed interessanti informazioni sul vino Marsala sarà una ghiotta occasione per imparare i principi di tecnica della degustazione dei vini grazie al prof. Nicola Caravello dell'AIS ed assaporare le prelibate preparazioni a cura del Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche.

Il sottoscritto sarà presente per effettuare alcune riprese video... e soprattutto per bere un bicchiere di buon vino. Non mancate.

Giuseppe

Post eventum

Un incontro piacevole e ricco di gustosi contenuti. Così si potrebbe riassumere il convegno sul vino di "Marsala" tenutosi questa mattina, sabato 10 dicembre, nell'incantevole Villa Pace. Un discreto pubblico formato prevalentemente da studenti e docenti universitari ha assistito alle presentazioni di professionisti che operano a vario titolo nel settore enogastronomico.

Dopo le operazioni di registrazione dei partecipanti ed il ritiro di materiale informativo e tasca con bicchiere per la degustazione, alle ore 10:00 il prof. Giacomo Dugo, Professore Ordinario di Chimica degli Alimenti dell'Università degli Studi di Messina, nonché "padrone di casa", presenta ufficialmente l'evento ed inizia il suo intervento dal titolo "Il marsala dalle origini ad oggi", parlando a 360 gradi sia delle origini storiche del Marsala sia delle sue peculiarità che rendono il vino siciliano così apprezzato e particolarmente adatto in determinate circostanze.

Successivamente intervengono gli altri relatori. Il dott. Nicola Cicero del Dipartimento di Scienze degli alimenti e dell'ambiente introduce alcuni aspetti legati alla ricerca scientifica, mentre il dott. Ignazio Florio Pipitone Spanò del Consorzio Volontario Vino Marsala ritorna a parlare di storia con interessanti e coinvolgenti aneddoti sul vino Marsala. Con l'intervento di Domenico Buffa, produttore di Marsala DOC, inizia la parte pratica della mattinata, mirata a far conoscere le diverse tipologie del vino. Infine, la parola passa ai relatori dell'AIS, prima con Alessandra Garavini, che mette a confronto con grande eleganza vini fortificati e liquorosi, e poi con Nicola Caravello che coinvolge il pubblico nella degustazione di una varietà di Marsala e di uno sherry.

Terminate le presentazioni, la platea è invitata a mettere subito in pratica le nozioni apprese con altri ottimi vini abbinati alle preparazioni degli studenti del corso di laurea in Scienze Gastronomiche, che hanno concluso brillantemente una deliziosa mattinata.

Video e presentazioni dei relatori intervenuti saranno presto disponibili nei relativi siti istituzionali.

Bevete responsabilmente.

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14Ott/11Off

I giovanissimi dell’Atletico Roccalumera

Giovanissimi Atl. Roccalumera 2010/2011Un anno da incorniciare. Così si potrebbe riassumere la stagione sportiva 2010/2011 dei Giovanissimi provinciali dell'Atletico Roccalumera, che ho avuto l'onore di allenare per il secondo anno consecutivo.

La stagione iniziò lunedì 30 agosto 2010 al campo sportivo di Roccalumera. Nonostante il caldo, tutti i ragazzi erano presenti all'appello. Difficile dimenticare i primi giorni di allenamento. Il piacere di ritrovarsi dopo oltre due mesi di riposo, conoscere i nuovi arrivi e lavorare sodo erano le prerogative di quel periodo iniziale. Ricordo ancora tutti gli sforzi e i sacrifici per conciliare allenamenti e lavoro, la fatica nel reperire squadre disposte a giocare partite amichevoli fin dalla prima settimana e tutte quelle attività che spesso chi osserva dall'esterno non comprende, ignorando l'impegno profuso da un gruppo di persone animate unicamente da una grande passione per il calcio.

La squadra partì subito bene, crescendo partita dopo partita, allenamento dopo allenamento, forte di un buon lavoro effettuato durante la preparazione precampionato. La continuità dei risultati e la buona qualità di gioco espressa hanno contribuito ad alimentare la sicurezza di un grande gruppo di ragazzi che hanno terminato il girone C del campionato al primo posto, totalizzando 43 punti in 18 partite, con 83 reti segnate e solo 10 subite (miglior difesa).

Inevitabilmente, non sono mancati i problemi, nonché alcuni infortuni, ma la forza di un collettivo deve esprimersi anche e soprattutto nei momenti di difficoltà, senza dimenticare che solo affrontando con umiltà ed intelligenza determinate situazioni si può crescere, prima come uomini e poi come calciatori.

Purtroppo la nostra meravigliosa stagione ha avuto un epilogo tecnico amaro. Dopo un grande girone di campionato e la vittoria del triangolare di playoff, non siamo riusciti a vincere l'ultima e decisiva partita ovvero la finale del campionato Giovanissimi, svoltasi allo stadio Bacigalupo di Taormina contro un ottimo avversario che non ha rubato nulla sul campo di gioco. Non è stato il lieto fine che tutti ci aspettavamo, almeno per noi ed i nostri sostenitori, ma siamo usciti a testa alta e, consapevoli degli errori finali, non dobbiamo permettere ad una sola partita di rovinare tutto.

Non è facile riassumere ben 9 mesi di avventure sportive, ma i fatti di cui sopra possono rendere l'indea dell'entusiasmo che ha generato, soprattutto nel sottoscritto, la stagione passata. La forza e le qualità del gruppo hanno trovato ulteriore conferma in occasione di un meraviglioso torneo di calcio giovanile a Scalea (Cosenza), al quale abbiamo partecipato grazie al nostro presidente Gugliotta, dove oltre ai risultati tecnici (sfiorata la finale) ci siamo divertiti così tanto (nel servizio realizzato dalla tv calabrese trovate una sorpresa dal minuto 1'18" in poi) che non avremmo voluto prendere la strada del ritorno.

Non dimenticherò mai tutti questi eventi e il legame costruito con i ragazzi, ai quali andranno sempre i miei ringraziamenti e un affetto che probabilmente travalica il classico rapporto tra allenatore e giocatori. Custodirò gelosamente i ricordi legati alla migliore squadra che un allenatore possa avere e sarò sempre presente qualora i miei ragazzi avessero bisogno del mio supporto.

Nel momento in cui scrivo sono allenatore della squadra Allievi regionali (promossi proprio in virtù dei risultati ottenuti con i giovanissimi) e continuo ad allenare gli stessi protagonisti della scorsa stagione. Non abbiamo avuto un inizio di campionato entusiasmante, ma sono sicuro che armati di buona volontà e spirito di sacrificio sapremo toglierci diverse soddisfazioni anche quest'anno.

Spesso, o meglio sempre, rimprovero i miei giocatori perché vorrei più impegno e determinazione, probabilmente nascondendo ai ragazzi i sentimenti che provo nei loro confronti. Forse pretendo troppo da loro, ma il mio desiderio di vederli migliorare e diventare Campioni di vita prima che di calcio è troppo forte e spero che impareranno a capirlo nel più breve tempo possibile, perché hanno il diritto e il dovere di crescere per avere un futuro.

Grazie ragazzi... grazie di cuore.

Giuseppe

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23Mar/11Off

Allenare l’aggressività… su allenatore.net

ALLENATORE.NET - MARZO 2011 - N° 84Allenatore.net, importante e stimata rivista elettronica specializzata in contenuti per allenatori di calcio, pubblicherà sul n. 84 di marzo 2011 il mio lavoro sull'aggressività calcistica con tutte le esercitazioni, completo di descrizioni, varianti e illustrazioni. Il mio contributo sarà disponibile online, gratuitamente e in formato PDF, dal 25 marzo con il titolo "Stimolare l’aggressività del calciatore. Le esercitazioni per allenare individualmente e collettivamente agonismo ed aggressività".

L'elaborato è strutturato in modo tale da enucleare gli aspetti più rilevanti dell'aggressività nel gioco del calcio, comprendendo anche alcuni consigli metodologici da applicare alle semplici esercitazioni proposte ed illustrate.

Questo contributo, inserito dalla redazione di Allenatore.net nel palinsesto di Marzo, costituisce solo una piccola parte delle mie idee e si pone principalmente due obiettivi. Il primo consiste nel dare continuità ai miei due articoli sul tema (prima parte e seconda parte). Il secondo è rappresentato dal feedback dei lettori, poiché credo fermamente che la condivisione di idee sia fondamentale per migliorarsi.

Attendo i vostri commenti.

Giuseppe

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7Mar/11Off

Si può rischiare la vita per la pioggia?

La sera di martedì 1 marzo, ho abbozzato un breve articolo in merito agli inammissibili disagi dovuti alla pioggia. Ero determinato a pubblicare quelle parole, ma ho preferito lasciar passare un po' di tempo per placare il mio disappunto e ragionare a mente fredda.

A distanza di pochi giorni, mi sono reso conto che sperare in un intervento puntuale ed efficace per porre rimedio ai pericoli che affliggono il  territorio messinese è semplicemente utopistico. Vi propongo le parole scritte la sera del primo marzo.

Si può rischiare la vita per la pioggia? I messinesi che da anni vivono i gravi disagi legati alle "alluvioni" conoscono bene le ragioni di questo interrogativo. Le paure che scaturiscono dalle precipitazioni potrebbero essere giustificate se le pioggie in questione fossero intrinsecamente devastanti o decisamente abbondanti come avviene in altre parti del mondo. Invece, ogni pioggia più intensa della "norma" rappresenta un pericolo evidente per la provincia di Messina.

La tragedia del primo ottobre 2009 (descrizioni qui e qui) avrebbe dovuto palesare il rischio idrogeologico che coinvolge la provincia di Messina, stimolando chi di dovere a cercare in breve tempo una via risolutiva del problema. Io ricordo bene quel giorno, bloccato in tempo sulla via del ritorno, mentre colate di fango e detriti travolgevano la zona sud della città e delle zone limitrofe. Proprio stamattina, percorrendo la A18 per recarmi a lavoro, ho rivissuto parte di quei momenti. Una forte pioggia, seppur non "irresistibile", ha dimostrato per l'ennesima volta che nulla è cambiato. Buche, fango e cumuli di detriti rendevano impraticabile e oltremodo pericolosa un'autostrada inspiegabilmente aperta al pubblico. È vero, il consiglio è sempre quello di non mettersi al volante in caso di condizioni meteorologiche avverse, ma non è facile chiedere alle persone di non vivere la propria quotidianità ad ogni pioggia.

A Mili San Pietro, gli abitanti del luogo hanno rivisto le scene spaventose di quel maledetto primo ottobre, con auto trasportate dalla furia dell'acqua. Molte testate giornalistiche locali e nazionali ne hanno parlato.

Se il fenomeno si fosse verificato con una intensità vicina a quella del primo ottobre 2009, avremmo assistito alla stessa catastrofe. Non voglio puntare il dito contro nessuno, né mi interessa dare "frettolose" spiegazioni come fece qualche illustre personaggio da poco atterrato sul suolo messinese dopo l'alluvione. Non ho l'autorità e l'importanza per prendere decisioni o dire qualcosa che sia concretamente risolutiva, tuttavia sono immensamente desideroso che Messina possa "svegliarsi" per non ripetere certi errori, analizzare bene la situazione e trovare seriamente delle soluzioni, le quali prescindano da iniziative imperniate su manifestazioni di forza che dopotutto ci lascerebbero ugualmente alla mercè di politici totalmente inoperosi e, invece, siano costruite sulla condivisione di idee e su una grande voglia di ripartire seriamente. Forse anche questa è utopia, ma la speranza è l'ultima a morire.

Giuseppe

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23Feb/11Off

Una statua di Robocop a Detroit

RoboCop Movie Poster - RoboCop ArchiveCorreva l'anno 1989 quando per la prima volta vidi il film "Robocop: il futuro della legge". La mia giovanissima età mal si conciliava con alcune scene non proprio indicate per un bambino e non era sufficiente a comprendere appieno la satira e il cinismo quasi esasperati del film. Probabilmente nove anni non erano abbastanza per contemplare tutti questi aspetti; ciò nonostante, già dalla prima visione mi innamorai del mondo di Robocop, tanto da vederlo in lingua originale e rivederlo svariate volte.

Col passare degli anni, il futuro distopico in cui è ambientato Robocop sembra sempre più attuale, attribuendo così, nonostante l'amarezza per ciò che significa, ulteriori meriti al regista. Chi non conoscesse la storia e i dettagli del film può leggere le descrizioni su Wikipedia sia in italiano che in inglese.

Non nascondo che ho desiderato fin dall'inizio un Robocop che sorvegliasse le nostre strade, più per il desiderio di veder concretizzato un "supereroe" della fantascienza che per la reale necessità di usufruire delle sue straordinarie doti. Un pensiero simile lo avranno fatto gli abitanti di Detroit, realmente flagellati dalla criminalità, che vedranno Robocop materializzarsi nella propria città, grazie all'interessamento di un gruppo che ha raccolto ad oggi oltre 60.000 dollari per la costruzione di una statua del cyborg poliziotto (ne parla anche Punto Informatico qui).

Come avvenne a Philadelphia con la statua di Rocky (trovate una vista a 360 gradi cliccando qui), anche Detroit vedrà un mito della cinematografia concretizzarsi e diventare definitivamente un'icona della città, racchiudendo in sè (concedetemi la tautologia) ideali positivi e soprattutto il forte desiderio di giustizia della comunità. Può bastare una statua per avere/fare giustizia? Certamente no e questo i cittadini di Detroit (e non solo) lo sanno benissimo; tuttavia, la gente avverte spesso il bisogno di identificarsi in un simbolo, ovvero qualcosa che possa rappresentare i valori fondamentali di una società civile, e se una statua può dare un piccolo contributo a far riemergere sentimenti positivi, perché non farlo!

Sicuramente, si dovrà andare avanti e occorrerà fare di più per risolvere i problemi che angustiano la popolazione di Detroit. Chissà se la "presenza" di Robocop potrà costituire un piccolo passo verso una società migliore grazie agli sforzi dei cittadini che si muoveranno sotto l'egida del paladino della giustizia "parte uomo, parte macchina, tutto poliziotto". Non rimane che attendere.

Se volete gustarvi i momenti più significativi del primo film di Robocop, consiglio vivamente di vedere questo video (la pagina comprende anche tutti i dettagli delle offerte per la statua).


Visualizzazione ingrandita della mappa

La "nuova casa" di Robocop dovrebbe sorgere all'interno del Roosevelt Park, di fronte alla Michigan Central Station, nel luogo illustrato dalla mappa sopra riportata. Il condizionale è d'obbligo poiché il gruppo impegnato nella promozione dell'iniziativa ha ricevuto numerose offerte per posizioni alternative nella città di Detroit. L'obiettivo è scegliere l'ubicazione che garantisca la maggiore visibilità possibile alla statua; quindi il gruppo sta considerando attentamente tutte le possibilità al fine di effettuare la scelta migliore.

Trovate ulteriori informazioni, fumetti e altro materiale sul fanta-eroe di Detroit su RoboCop Archive.

Bentornato RoboCop. Giuseppe

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