Il Blog di Peppe Totaro
7mar/110

Si può rischiare la vita per la pioggia?

La sera di martedì 1 marzo, ho abbozzato un breve articolo in merito agli inammissibili disagi dovuti alla pioggia. Ero determinato a pubblicare quelle parole, ma ho preferito lasciar passare un po' di tempo per placare il mio disappunto e ragionare a mente fredda.

A distanza di pochi giorni, mi sono reso conto che sperare in un intervento puntuale ed efficace per porre rimedio ai pericoli che affliggono il  territorio messinese è semplicemente utopistico. Vi propongo le parole scritte la sera del primo marzo.

Si può rischiare la vita per la pioggia? I messinesi che da anni vivono i gravi disagi legati alle "alluvioni" conoscono bene le ragioni di questo interrogativo. Le paure che scaturiscono dalle precipitazioni potrebbero essere giustificate se le pioggie in questione fossero intrinsecamente devastanti o decisamente abbondanti come avviene in altre parti del mondo. Invece, ogni pioggia più intensa della "norma" rappresenta un pericolo evidente per la provincia di Messina.

La tragedia del primo ottobre 2009 (descrizioni qui e qui) avrebbe dovuto palesare il rischio idrogeologico che coinvolge la provincia di Messina, stimolando chi di dovere a cercare in breve tempo una via risolutiva del problema. Io ricordo bene quel giorno, bloccato in tempo sulla via del ritorno, mentre colate di fango e detriti travolgevano la zona sud della città e delle zone limitrofe. Proprio stamattina, percorrendo la A18 per recarmi a lavoro, ho rivissuto parte di quei momenti. Una forte pioggia, seppur non "irresistibile", ha dimostrato per l'ennesima volta che nulla è cambiato. Buche, fango e cumuli di detriti rendevano impraticabile e oltremodo pericolosa un'autostrada inspiegabilmente aperta al pubblico. È vero, il consiglio è sempre quello di non mettersi al volante in caso di condizioni meteorologiche avverse, ma non è facile chiedere alle persone di non vivere la propria quotidianità ad ogni pioggia.

A Mili San Pietro, gli abitanti del luogo hanno rivisto le scene spaventose di quel maledetto primo ottobre, con auto trasportate dalla furia dell'acqua. Molte testate giornalistiche locali e nazionali ne hanno parlato.

Se il fenomeno si fosse verificato con una intensità vicina a quella del primo ottobre 2009, avremmo assistito alla stessa catastrofe. Non voglio puntare il dito contro nessuno, né mi interessa dare "frettolose" spiegazioni come fece qualche illustre personaggio da poco atterrato sul suolo messinese dopo l'alluvione. Non ho l'autorità e l'importanza per prendere decisioni o dire qualcosa che sia concretamente risolutiva, tuttavia sono immensamente desideroso che Messina possa "svegliarsi" per non ripetere certi errori, analizzare bene la situazione e trovare seriamente delle soluzioni, le quali prescindano da iniziative imperniate su manifestazioni di forza che dopotutto ci lascerebbero ugualmente alla mercè di politici totalmente inoperosi e, invece, siano costruite sulla condivisione di idee e su una grande voglia di ripartire seriamente. Forse anche questa è utopia, ma la speranza è l'ultima a morire.

Giuseppe

23feb/110

Una statua di Robocop a Detroit

RoboCop Movie Poster - RoboCop ArchiveCorreva l'anno 1989 quando per la prima volta vidi il film "Robocop: il futuro della legge". La mia giovanissima età mal si conciliava con alcune scene non proprio indicate per un bambino e non era sufficiente a comprendere appieno la satira e il cinismo quasi esasperati del film. Probabilmente nove anni non erano abbastanza per contemplare tutti questi aspetti; ciò nonostante, già dalla prima visione mi innamorai del mondo di Robocop, tanto da vederlo in lingua originale e rivederlo svariate volte.

Col passare degli anni, il futuro distopico in cui è ambientato Robocop sembra sempre più attuale, attribuendo così, nonostante l'amarezza per ciò che significa, ulteriori meriti al regista. Chi non conoscesse la storia e i dettagli del film può leggere le descrizioni su Wikipedia sia in italiano che in inglese.

Non nascondo che ho desiderato fin dall'inizio un Robocop che sorvegliasse le nostre strade, più per il desiderio di veder concretizzato un "supereroe" della fantascienza che per la reale necessità di usufruire delle sue straordinarie doti. Un pensiero simile lo avranno fatto gli abitanti di Detroit, realmente flagellati dalla criminalità, che vedranno Robocop materializzarsi nella propria città, grazie all'interessamento di un gruppo che ha raccolto ad oggi oltre 60.000 dollari per la costruzione di una statua del cyborg poliziotto (ne parla anche Punto Informatico qui).

Come avvenne a Philadelphia con la statua di Rocky (trovate una vista a 360 gradi cliccando qui), anche Detroit vedrà un mito della cinematografia concretizzarsi e diventare definitivamente un'icona della città, racchiudendo in sè (concedetemi la tautologia) ideali positivi e soprattutto il forte desiderio di giustizia della comunità. Può bastare una statua per avere/fare giustizia? Certamente no e questo i cittadini di Detroit (e non solo) lo sanno benissimo; tuttavia, la gente avverte spesso il bisogno di identificarsi in un simbolo, ovvero qualcosa che possa rappresentare i valori fondamentali di una società civile, e se una statua può dare un piccolo contributo a far riemergere sentimenti positivi, perché non farlo!

Sicuramente, si dovrà andare avanti e occorrerà fare di più per risolvere i problemi che angustiano la popolazione di Detroit. Chissà se la "presenza" di Robocop potrà costituire un piccolo passo verso una società migliore grazie agli sforzi dei cittadini che si muoveranno sotto l'egida del paladino della giustizia "parte uomo, parte macchina, tutto poliziotto". Non rimane che attendere.

Se volete gustarvi i momenti più significativi del primo film di Robocop, consiglio vivamente di vedere questo video (la pagina comprende anche tutti i dettagli delle offerte per la statua).


Visualizzazione ingrandita della mappa

La "nuova casa" di Robocop dovrebbe sorgere all'interno del Roosevelt Park, di fronte alla Michigan Central Station, nel luogo illustrato dalla mappa sopra riportata. Il condizionale è d'obbligo poiché il gruppo impegnato nella promozione dell'iniziativa ha ricevuto numerose offerte per posizioni alternative nella città di Detroit. L'obiettivo è scegliere l'ubicazione che garantisca la maggiore visibilità possibile alla statua; quindi il gruppo sta considerando attentamente tutte le possibilità al fine di effettuare la scelta migliore.

Trovate ulteriori informazioni, fumetti e altro materiale sul fanta-eroe di Detroit su RoboCop Archive.

Bentornato RoboCop. Giuseppe

22apr/083

Un eclettico in bianco e nero

Eclettismo: Metodo filosofico che consiste nello scegliere nei diversi sistemi le tesi che appaiono più accettabili, strutturandole in una nuova dottrina (Testo riportato da una enciclopedia universale).

Opéra GarnierIo mi considero un eclettico e trovo che l'eclettismo sia la mia "filosofia" ideale. La definizione precedente è molto comune e come ogni definizione riassume in poche parole un universo difficilmente riassumibile, risultando quasi insufficiente. In realtà, a prescindere dai limiti intrinseci in una mera definizione, il mio modo di concepire l'eclettismo è meno filosofico e, mi si conceda il termine, più ampio.

Non tendo a strutturare o raggruppare le tesi migliori, ma mi piace considerare e studiare tutto ciò che sia "musica" delle varie discipline in cui trovo interesse. Non esiste una panacea, ma ogni metodo che non sia sterile può servire in determinate situazioni, oltre ad accrescere il bagaglio culturale di ognuno.

Nel tentativo di esprimere in soldoni il mio concetto di eclettismo sono stato forse confusionario e affrettato, ma ci sarà modo più avanti di documentare l'eclettismo sia nella sua accezione scolastica che da un punto di vista strettamente personale.

Detto questo, è arrivato il momento di presentarmi. Il mio nome è Giuseppe, ma dalla nascita (qualcuno anche prima) tutti mi chiamano Peppe. Sono un informatico e, quando il lavoro me lo permette, un allenatore di calcio dilettantistico. Se desiderate sapere di più sul mio conto, potete visitare la pagina relativa al mio profilo.

In questo primo post voglio dare il benvenuto a tutti coloro che pazientemente hanno risposto al mio invito. Questo blog (su questo termine potremmo discutere per ore) nasce per motivi professionali e si estende, per svariate ragioni, in altre aree della mia vita lavorativa e sociale. Spero che i contenuti pubblicati (con frequenza aperiodica) siano di vostro gradimento e contribuiscano a trovare sempre nuovi lettori aperti al confronto per una crescita bilaterale.

Nelle pagine del blog troverete articoli e contenuti su argomenti eterogenei che ruotano intorno ai miei interessi, ma sono sempre disponibile a discutere di tutto ciò che possa essere in qualche modo produttivo e aiutare un sano e civile confronto. Non oso tediare ancora le anime gentili fin qui approdate, quindi vi lascio con la speranza di ritrovarvi sempre più numerosi, interessati e soprattutto pronti a partecipare con i vostri commenti a partire da questo articolo di benvenuto.

Buona lettura a tutti.
Giuseppe