Il Blog di Peppe Totaro
12Nov/12Off

Preparare il “Magnifico”: il panino perfetto

Spanglish (sandwich scene)Il panino è senza dubbio una delle pietanze più amate al mondo. Anche io ne sono un estimatore, ovviamente nelle giuste "quantità".

Molti amici, leggendo questo post, sorrideranno per due ragioni. Innanzitutto, sono parecchie le occasioni in cui mi diletto a narrare la storia e la bontà di questo panino. In secondo luogo, le mie pessime abilità culinarie, anche se parliamo di un "semplice" panino, non mi autorizzerebbero ad affrontare qualsivoglia discorso inerente alla preparazione in cucina, ma non potevo sottrarmi dal pubblicizzare questa delizia del palato.

L'idea del Magnifico - questo il nome che ho dato al "mio" panino - nasce dopo aver visto una scena del film Spanglish (2004), con Adam Sandler nelle vesti di un rinomato chef americano, in cui il protagonista prepara un sandwich decisamente invitante. Una semplice googlata con le parole chiave "spanglish sandwich scene" consente di ottenere tutte le informazioni, compresi i video, sulla scena e la sua appetibilità (alcuni link li troverete più avanti in questo articolo).

Le origini

Incuriosito e attratto dalla scena, ho subito cercato di trarre ispirazione dal film per riprodurre la "ricetta" del panino, prepararlo e mangiarlo. Fortunatamente, chiedendomi se John (Adam Sandler) avesse sostenuto un training per recitare quella scena (come fanno alcuni attori per interpretare, ad esempio, ruoli di ballo), sono giunto a Thomas Keller, un importante chef, ristoratore e scrittore di libri di cucina americano, famoso anche per il suo ristorante The French Laundry in California (qui trovate le immagini di Street View su Google Maps), pluripremiato e riconosciuto tra i migliori ristoranti al mondo.

Nel video How to make the World's Greatest Sandwich, Thomas Keller spiega e dimostra ad Adam Sandler le fasi di preparazione del panino presentato nel fim. Gli ingredienti necessari sono:

  • 3/4 fette di Bacon
  • 2 fette di formaggio Monterey Jack
  • 2 fette di Pain de Champagne tostato
  • 1 cucchiaio di maionese
  • 4 fette di pomodoro
  • 2 foglie di lattuga
  • 1 cucchiaino di burro
  • 1 uovo

Questo gustosissimo panino rientra nella tipologia BLT (Bacon, Lettuce, and Tomato) e nel video è denominato "Late Night BLT Sandwich with Fried Egg and Cheese".

La preparazione

I passi per la preparazione mostrati dallo chef Thomas Keller sono i seguenti:

  1. Cuocere il bacon fino a renderlo croccante, asciugare su carta assorbente per alimenti e mettere da parte.
  2. Porre le fette di formaggio su una fetta di pane tostato e mettere la stessa in un tostapane o su una griglia per fondere il formaggio.
  3. Spalmare l'altra fetta di pane tostato con un po' di maionese, successivamente inserire gli strati di bacon, pomodoro a fette e lattuga.
  4. In una padella antiaderente, far sciogliere il burro a fuoco medio. Friggere l'uovo, girandolo rapidamente quando il bianco diventa solido (tenere il tuorlo poco cotto!).
  5. Adagiare l'uovo fritto sopra la lattuga. Coprire con l'altra fetta di pane tostato, tenendo il lato con il formaggio fuso sotto. Porre il sandwich su un piatto e tagliarlo a metà, lasciando colare il tuorlo sul panino.
  6. Il panino è pronto.

Le mie modifiche

Negli anni, con la dovuta moderazione, ho potuto apprezzare in più di un'occasione la prelibatezza di questo panino, che ho ribattezzato il "Magnifico" per riassumere, per quanto possibile, le sue immense qualità. Inoltre, ho potuto "sperimentare" alcune modifiche che hanno prodotto delle varianti interessanti del Magnifico:

  • Sostituire il bacon con semplice pancetta o prosciutto cotto
  • Utilizzare formaggio svizzero Emmentaler
  • Sostituire la maionese con la senape tedesca
  • Aggiungere un po' di funghi trifolati

Prima di salutarvi, segnalo alcuni siti stuzzicanti per gli amanti del panino:

Buon panino a tutti.

Giuseppe

10Apr/12Off

La statua di Robocop… lavori in corso

Busto di Robocop realizzato da Fred Barton

Busto di Robocop by Fred Barton (http://the-robotman.com/)

Poco più di anno fa, esattamente il 26 marzo 2011, terminava ufficialmente la raccolta fondi per la costruzione di una statua di Robocop a Detroit (ne ha parlato anche Punto Informatico qui). Oggi si può tracciare un bilancio del “curioso” progetto che mira a materializzare il supereroe “parte uomo, parte macchina, tutto poliziotto”.

L’origine della storia risale al 7 febbraio 2011, quando un signore del Masachusetts “invitava” via twitter il sindaco di Detroit, Dave Bing (ex cestista della NBA), a considerare la possibilità di costruire una statua di Robocop a Detroit (come Rocky a Philadelphia). L’ironica risposta del sindaco, che etichettava la proposta come una suggestione, ha spinto un gruppo di cittadini ad attivarsi immediatamente per organizzare un progetto di raccolta fondi su Kickstarter (che si definisce come la piattaforma più grande al mondo per finanziare progetti creativi) della durata di circa un mese, raggiungendo e superando l’obiettivo prefissato, pari a 50.000 dollari, ben prima della scandenza.
Portata a compimento la prima fase del progetto, denominato Detroit Needs A Statue of Robocop!, è iniziato un grande lavoro per avviare e coordinare le attività necessarie al processo di realizzazione della statua.
Nonostante le fonti ufficiali (come il sito http://detroitneedsrobocop.com/) non abbondino di dettagli ed aggiornamenti, si può raccontare molto sull’evoluzione del progetto in questo primo anno di vita. Ecco i principali avvenimenti.

Il 17 febbraio 2011 viene dato un importante annuncio. La Fred Barton Productions (licenziataria ufficiale della MGM per Robocop e leader nella produzione di celebrità robotiche) ha concesso l'uso degli stessi materiali utilizzati per creare la loro incredibile riproduzione 1:1 di Robocop (disponibile per la vendita a $ 950). La scansione 3D della scultura di Fred Barton permetterà di realizzare un modello con un'accuratezza e una precisione nei dettagli senza precedenti (inizialmente si pensava di partire da un action figure), che sarà utilizzato per creare il calco della statua.Fred Barton Productions: Robocop

Il 23 marzo 2011, giunti quasi alla fine della raccolta fondi, sono stati istituiti due nuovi “premi” per i finanziatori virtuosi. Il primo, denominato Women of Robocop, permetterà a chi ha donato una somma uguale o superiore a 250 dollari di ricevere le foto autografate dalle attrici principali del film, tra cui Angie Bolling, che interpretò la moglie di Alex Murphy. L’altro premio, definito Welcome to the 313, darà la possibilità di effettuare una “visita organizzata” alla statua a chi ha donato una somma pari o superiore a 313 dollari (313 è il prefisso telefonico di Detroit).

Alla fine della raccolta fondi, che totalizza ben 67.436 dollari da 2.718 sostenitori (l’obiettivo era 50.000), l'associazione no profit The Imagination Station Detroit, promotrice del progetto, ha annunciato la nuova casa di Robocop. La statua, infatti, sarà collocata nel campus della TechTown, affiliata alla Wayne State University, un luogo che “abbraccia” innovazione e cultura, decisamente più appropriato rispetto alla posizione proposta inizialmente.
Ispirati dalla statua, Mike & Mondo Justin hanno pubblicato su The Projection Booth un imperdibile podcast di oltre due ore con l’epopea di Robocop, nonché interviste, fatti e aggiornamenti relativi al progetto e alla produzione della statua (da 2 ore e 4 minuti in poi).

In occasione dell’evento Detroit Fanfare, una grande convention di fumetti tenutasi a Detroit il 24 e il 25 settembre 2011, erano presenti Peter Weller (che interpretò Robocop nei primi due film) e i promotori del progetto con un proprio stand. In questo video della CBS Detroit, il protagonista di Robocop e Brand Walley, portavoce del progetto, parlano dell’iniziativa ed esprimono il loro apprezzamento per la nuova ubicazione.

Durante le feste natalizie, gli organizzatori comunicano che la Fred Barton Productions ha completato la scultura di Robocop ed è finalmente pronta per le operazioni di scansione 3D, digitalizzazione in scala e realizzazione del modello (verosimilmente di 3 metri di altezza). Inoltre, l'attore Peter Weller ha incontrato alcuni sostenitori del progetto e rilasciato un'intervista (audio disponibile qui) alla radio pubblica WDET di Detroit in cui ha parlato anche della statua.

L'ultimo aggiornamento ufficiale risale a martedì 13 marzo: la forma di Robocop realizzata da Fred Barton è stata inviata in vari “pezzi” alla ATBC per la scansione 3D e la fabbricazione.
I prossimi aggiornamenti dovrebbero riguardare il modello che sarà utilizzato per il calco e la realizzazione della statua in bronzo. Inoltre, il 27 aprile è in programma una grande raccolta fondi a Detroit per Forgotten Harvest, a cui l'associazione The Immagination Station è molto vicina.I pezzi della scultura realizzata da Fred Barton

Aspettando Robocop

Per stessa ammissione degli organizzatori (tanti sacrifici e poco tempo), gli aggiornamenti sono pubblicati con una frequenza tutt’altro che regolare (solo 11 post ufficiali dal febbraio 2011). A tal proposito, l’ultimo aggiornamento sembra  “confezionato” per rispondere alle insistenti richieste di informazioni. Inoltre, anche il sito ufficile dell'iniziativa http://detroitneedsrobocop.com/ non propone molti contenuti. Tuttavia, nulla si può rimproverare a un gruppo di persone che con grande entusiasmo e forza di volontà ha sposato un’idea, nata probabilmente per costituire una semplice “provocazione”, e sta lavorando per realizzare qualcosa che va ben oltre una statua di bronzo.

Seguendo i media di Detroit (e non solo), il progetto e gli avvenimenti connessi hanno contribuito a generare un movimento animato da sani propositi per aiutare la città di Detroit a guarire dalle piaghe della criminalità e altri problemi sociali. La statua di Robocop è un vero e proprio “moltiplicatore” di eventi ed iniziative a scopo benevolo, che hanno ulteriormente sensibilizzato la comunità agli intenti di miglioramento ed emersione sociale.
D’altronde, nei momenti di difficoltà, siamo sempre alla ricerca di un simbolo dietro cui schierarsi, qualcosa di positivo ed inattacabile che faccia appello al meglio di ognuno di noi. Giusto per rimanere in ambito cinematografico, come non ricordare la “passeggiata” della Statua della Libertà in Ghostbusters 2 (ovviamente la similitudine va fatta con le dovute proporzioni).

Ti aspettiamo Robocop.

7Mar/11Off

Si può rischiare la vita per la pioggia?

La sera di martedì 1 marzo, ho abbozzato un breve articolo in merito agli inammissibili disagi dovuti alla pioggia. Ero determinato a pubblicare quelle parole, ma ho preferito lasciar passare un po' di tempo per placare il mio disappunto e ragionare a mente fredda.

A distanza di pochi giorni, mi sono reso conto che sperare in un intervento puntuale ed efficace per porre rimedio ai pericoli che affliggono il  territorio messinese è semplicemente utopistico. Vi propongo le parole scritte la sera del primo marzo.

Si può rischiare la vita per la pioggia? I messinesi che da anni vivono i gravi disagi legati alle "alluvioni" conoscono bene le ragioni di questo interrogativo. Le paure che scaturiscono dalle precipitazioni potrebbero essere giustificate se le pioggie in questione fossero intrinsecamente devastanti o decisamente abbondanti come avviene in altre parti del mondo. Invece, ogni pioggia più intensa della "norma" rappresenta un pericolo evidente per la provincia di Messina.

La tragedia del primo ottobre 2009 (descrizioni qui e qui) avrebbe dovuto palesare il rischio idrogeologico che coinvolge la provincia di Messina, stimolando chi di dovere a cercare in breve tempo una via risolutiva del problema. Io ricordo bene quel giorno, bloccato in tempo sulla via del ritorno, mentre colate di fango e detriti travolgevano la zona sud della città e delle zone limitrofe. Proprio stamattina, percorrendo la A18 per recarmi a lavoro, ho rivissuto parte di quei momenti. Una forte pioggia, seppur non "irresistibile", ha dimostrato per l'ennesima volta che nulla è cambiato. Buche, fango e cumuli di detriti rendevano impraticabile e oltremodo pericolosa un'autostrada inspiegabilmente aperta al pubblico. È vero, il consiglio è sempre quello di non mettersi al volante in caso di condizioni meteorologiche avverse, ma non è facile chiedere alle persone di non vivere la propria quotidianità ad ogni pioggia.

A Mili San Pietro, gli abitanti del luogo hanno rivisto le scene spaventose di quel maledetto primo ottobre, con auto trasportate dalla furia dell'acqua. Molte testate giornalistiche locali e nazionali ne hanno parlato.

Se il fenomeno si fosse verificato con una intensità vicina a quella del primo ottobre 2009, avremmo assistito alla stessa catastrofe. Non voglio puntare il dito contro nessuno, né mi interessa dare "frettolose" spiegazioni come fece qualche illustre personaggio da poco atterrato sul suolo messinese dopo l'alluvione. Non ho l'autorità e l'importanza per prendere decisioni o dire qualcosa che sia concretamente risolutiva, tuttavia sono immensamente desideroso che Messina possa "svegliarsi" per non ripetere certi errori, analizzare bene la situazione e trovare seriamente delle soluzioni, le quali prescindano da iniziative imperniate su manifestazioni di forza che dopotutto ci lascerebbero ugualmente alla mercè di politici totalmente inoperosi e, invece, siano costruite sulla condivisione di idee e su una grande voglia di ripartire seriamente. Forse anche questa è utopia, ma la speranza è l'ultima a morire.

Giuseppe

23Feb/11Off

Una statua di Robocop a Detroit

RoboCop Movie Poster - RoboCop ArchiveCorreva l'anno 1989 quando per la prima volta vidi il film "Robocop: il futuro della legge". La mia giovanissima età mal si conciliava con alcune scene non proprio indicate per un bambino e non era sufficiente a comprendere appieno la satira e il cinismo quasi esasperati del film. Probabilmente nove anni non erano abbastanza per contemplare tutti questi aspetti; ciò nonostante, già dalla prima visione mi innamorai del mondo di Robocop, tanto da vederlo in lingua originale e rivederlo svariate volte.

Col passare degli anni, il futuro distopico in cui è ambientato Robocop sembra sempre più attuale, attribuendo così, nonostante l'amarezza per ciò che significa, ulteriori meriti al regista. Chi non conoscesse la storia e i dettagli del film può leggere le descrizioni su Wikipedia sia in italiano che in inglese.

Non nascondo che ho desiderato fin dall'inizio un Robocop che sorvegliasse le nostre strade, più per il desiderio di veder concretizzato un "supereroe" della fantascienza che per la reale necessità di usufruire delle sue straordinarie doti. Un pensiero simile lo avranno fatto gli abitanti di Detroit, realmente flagellati dalla criminalità, che vedranno Robocop materializzarsi nella propria città, grazie all'interessamento di un gruppo che ha raccolto ad oggi oltre 60.000 dollari per la costruzione di una statua del cyborg poliziotto (ne parla anche Punto Informatico qui).

Come avvenne a Philadelphia con la statua di Rocky (trovate una vista a 360 gradi cliccando qui), anche Detroit vedrà un mito della cinematografia concretizzarsi e diventare definitivamente un'icona della città, racchiudendo in sè (concedetemi la tautologia) ideali positivi e soprattutto il forte desiderio di giustizia della comunità. Può bastare una statua per avere/fare giustizia? Certamente no e questo i cittadini di Detroit (e non solo) lo sanno benissimo; tuttavia, la gente avverte spesso il bisogno di identificarsi in un simbolo, ovvero qualcosa che possa rappresentare i valori fondamentali di una società civile, e se una statua può dare un piccolo contributo a far riemergere sentimenti positivi, perché non farlo!

Sicuramente, si dovrà andare avanti e occorrerà fare di più per risolvere i problemi che angustiano la popolazione di Detroit. Chissà se la "presenza" di Robocop potrà costituire un piccolo passo verso una società migliore grazie agli sforzi dei cittadini che si muoveranno sotto l'egida del paladino della giustizia "parte uomo, parte macchina, tutto poliziotto". Non rimane che attendere.

Se volete gustarvi i momenti più significativi del primo film di Robocop, consiglio vivamente di vedere questo video (la pagina comprende anche tutti i dettagli delle offerte per la statua).


Visualizzazione ingrandita della mappa

La "nuova casa" di Robocop dovrebbe sorgere all'interno del Roosevelt Park, di fronte alla Michigan Central Station, nel luogo illustrato dalla mappa sopra riportata. Il condizionale è d'obbligo poiché il gruppo impegnato nella promozione dell'iniziativa ha ricevuto numerose offerte per posizioni alternative nella città di Detroit. L'obiettivo è scegliere l'ubicazione che garantisca la maggiore visibilità possibile alla statua; quindi il gruppo sta considerando attentamente tutte le possibilità al fine di effettuare la scelta migliore.

Trovate ulteriori informazioni, fumetti e altro materiale sul fanta-eroe di Detroit su RoboCop Archive.

Bentornato RoboCop. Giuseppe

22Apr/08Off

Un eclettico in bianco e nero

Eclettismo: Metodo filosofico che consiste nello scegliere nei diversi sistemi le tesi che appaiono più accettabili, strutturandole in una nuova dottrina (Testo riportato da una enciclopedia universale).

Opéra GarnierIo mi considero un eclettico e trovo che l'eclettismo sia la mia "filosofia" ideale. La definizione precedente è molto comune e come ogni definizione riassume in poche parole un universo difficilmente riassumibile, risultando quasi insufficiente. In realtà, a prescindere dai limiti intrinseci in una mera definizione, il mio modo di concepire l'eclettismo è meno filosofico e, mi si conceda il termine, più ampio.

Non tendo a strutturare o raggruppare le tesi migliori, ma mi piace considerare e studiare tutto ciò che sia "musica" delle varie discipline in cui trovo interesse. Non esiste una panacea, ma ogni metodo che non sia sterile può servire in determinate situazioni, oltre ad accrescere il bagaglio culturale di ognuno.

Nel tentativo di esprimere in soldoni il mio concetto di eclettismo sono stato forse confusionario e affrettato, ma ci sarà modo più avanti di documentare l'eclettismo sia nella sua accezione scolastica che da un punto di vista strettamente personale.

Detto questo, è arrivato il momento di presentarmi. Il mio nome è Giuseppe, ma dalla nascita (qualcuno anche prima) tutti mi chiamano Peppe. Sono un informatico e, quando il lavoro me lo permette, un allenatore di calcio dilettantistico. Se desiderate sapere di più sul mio conto, potete visitare la pagina relativa al mio profilo.

In questo primo post voglio dare il benvenuto a tutti coloro che pazientemente hanno risposto al mio invito. Questo blog (su questo termine potremmo discutere per ore) nasce per motivi professionali e si estende, per svariate ragioni, in altre aree della mia vita lavorativa e sociale. Spero che i contenuti pubblicati (con frequenza aperiodica) siano di vostro gradimento e contribuiscano a trovare sempre nuovi lettori aperti al confronto per una crescita bilaterale.

Nelle pagine del blog troverete articoli e contenuti su argomenti eterogenei che ruotano intorno ai miei interessi, ma sono sempre disponibile a discutere di tutto ciò che possa essere in qualche modo produttivo e aiutare un sano e civile confronto. Non oso tediare ancora le anime gentili fin qui approdate, quindi vi lascio con la speranza di ritrovarvi sempre più numerosi, interessati e soprattutto pronti a partecipare con i vostri commenti a partire da questo articolo di benvenuto.

Buona lettura a tutti.
Giuseppe

   
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