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	<title>Il Blog di Peppe Totaro &#187; peppe</title>
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		<title>Incontro sul vino di &#8220;Marsala&#8221; a Messina</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 11:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[marsala]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato mattina alle ore 9.00 si terrà a Villa Pace (Via Consolare Pompea, Messina) un incontro formativo nell'ambito del Progetto Vino organizzato dai colleghi del Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche e del Dottorato di Ricerca in Scienze Enogastronomiche dell'Università degli Studi di Messina e dall'AIS Messina Tirrenica. Il tema principale dell'incontro sarà il vino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/2011-12-10_incontro_vino_marsala.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-562" title="Incontro AIS 10 dicembre 2011" src="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/2011-12-10_incontro_vino_marsala-211x300.png" alt="Incontro AIS 10 dicembre 2011 Vino di Marsala" width="211" height="300" /></a>Sabato mattina alle ore 9.00 si terrà a <a title="Villa Pace, Via Consolare Pompea, Messina - Google Maps" href="http://maps.google.it/maps?q=Localit%C3%A0+Contemplazione+%2F+Via+Consolare+Pompea,+Messina,+Sicilia,+Italia&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;ll=38.234488,15.572273&amp;spn=0.001058,0.002519&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=16.392378,41.264648&amp;vpsrc=6&amp;hnear=Via+Consolare+Pompea,+Messina,+Sicilia&amp;t=m&amp;z=19&amp;layer=c&amp;cbll=38.234488,15.572273&amp;panoid=on1KhQGKgFhDvUiOkkfkwg&amp;cbp=12,310.78,,0,7.82" target="_blank">Villa Pace</a> (Via Consolare Pompea, Messina) un incontro formativo nell'ambito del <strong>Progetto Vino</strong> organizzato dai colleghi del Corso di Laurea in <a title="Corsi di Laurea - Scienze Gastronomiche - Facoltà di Medicina e Chirurgia di Messina" href="http://poli.unime.it/medicina/studenti/cdl_dettaglio.php?id=24" target="_blank">Scienze Gastronomiche</a> e del Dottorato di Ricerca in Scienze Enogastronomiche dell'Università degli Studi di Messina e dall'<a title="A.I.S. Associazione Italiana Sommeliers - Sezione Sicilia - ITALIA" href="http://www.sommeliersicilia.com/mess.htm" target="_blank">AIS</a> Messina Tirrenica. Il tema principale dell'incontro sarà il <a title="Marsala (vino) - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marsala_%28vino%29" target="_blank">vino di "Marsala"</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la partecipazione all’evento è richiesto un contributo di € 10,00 (studenti UNIME € 7,00). Il contributo comprende un sostanzioso "pacchetto": iscrizione, bicchiere con tasca, cartellina e materiale didattico, degustazione dei vini e dei prodotti alimentari, attestato di partecipazione. Per ogni iscrizione, un euro sarà devoluto alle ragazze e ai bambini della <a title="C.I.R.S. Comitato Italiano Reinserimento Sociale Onlus Messina" href="http://www.cirsme.it/casa_glicine.php" target="_blank">casa famiglia CIRS “La Glicine”</a> di Messina.</p>
<p style="text-align: justify;">Potete scaricare il <strong>programma</strong> dell'incontro <a title="Programma AIS 10 dicembre 2011" href="http://www.sommeliersicilia.com/ais-10dicembre2011.pdf">qui</a> dove troverete anche i riferimenti per iscrizioni ed informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a scoprire storia, aspetti scientifici ed interessanti informazioni sul vino Marsala sarà una ghiotta occasione per imparare i <strong>principi di tecnica della degustazione dei vini</strong> grazie al prof. Nicola Caravello dell'AIS ed assaporare le prelibate preparazioni a cura del Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sottoscritto sarà presente per effettuare alcune riprese video... e soprattutto per bere un bicchiere di buon vino. Non mancate.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giuseppe</em></p>
<h3 style="text-align: justify;">Post eventum</h3>
<p style="text-align: justify;">Un incontro piacevole e ricco di <span style="text-decoration: underline;">gustosi</span> contenuti. Così si potrebbe riassumere il convegno sul vino di "Marsala" tenutosi questa mattina, sabato 10 dicembre, nell'incantevole Villa Pace. Un discreto pubblico formato prevalentemente da studenti e docenti universitari ha assistito alle presentazioni di professionisti che operano a vario titolo nel settore enogastronomico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le operazioni di registrazione dei partecipanti ed il ritiro di materiale informativo e tasca con bicchiere per la degustazione, alle ore 10:00 il prof. Giacomo Dugo, Professore Ordinario di Chimica degli Alimenti dell'Università degli Studi di Messina, nonché "padrone di casa", presenta ufficialmente l'evento ed inizia il suo intervento dal titolo "Il marsala dalle origini ad oggi", parlando a 360 gradi sia delle origini storiche del Marsala sia delle sue peculiarità che rendono il vino siciliano così apprezzato e particolarmente adatto in determinate circostanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente intervengono gli altri relatori. Il dott. Nicola Cicero del Dipartimento di Scienze degli alimenti e dell'ambiente introduce alcuni aspetti legati alla ricerca scientifica, mentre il dott. Ignazio Florio Pipitone Spanò del Consorzio Volontario Vino Marsala ritorna a parlare di storia con interessanti e coinvolgenti aneddoti sul vino Marsala. Con l'intervento di Domenico Buffa, produttore di Marsala DOC, inizia la parte pratica della mattinata, mirata a far conoscere le diverse tipologie del vino. Infine, la parola passa ai relatori dell'AIS, prima con Alessandra Garavini, che mette a confronto con grande eleganza vini fortificati e liquorosi, e poi con Nicola Caravello che coinvolge il pubblico nella degustazione di una varietà di Marsala e di uno sherry.</p>
<p style="text-align: justify;">Terminate le presentazioni, la platea è invitata a mettere subito in pratica le nozioni apprese con altri ottimi vini abbinati alle preparazioni degli studenti del corso di laurea in Scienze Gastronomiche, che hanno concluso brillantemente una deliziosa mattinata.</p>
<p style="text-align: justify;">Video e presentazioni dei relatori intervenuti saranno presto disponibili nei relativi siti istituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bevete responsabilmente.</strong></p>
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		<title>I giovanissimi dell&#8217;Atletico Roccalumera</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 20:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<description><![CDATA[Un anno da incorniciare. Così si potrebbe riassumere la stagione sportiva 2010/2011 dei Giovanissimi provinciali dell'Atletico Roccalumera, che ho avuto l'onore di allenare per il secondo anno consecutivo. La stagione iniziò lunedì 30 agosto 2010 al campo sportivo di Roccalumera. Nonostante il caldo, tutti i ragazzi erano presenti all'appello. Difficile dimenticare i primi giorni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-522" title="Giovanissimi Atl. Roccalumera 2010/2011" src="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/20110403_giovanissimi_240x180.jpg" alt="Giovanissimi Atl. Roccalumera 2010/2011" width="240" height="180" />Un anno da incorniciare. Così si potrebbe riassumere la <strong>stagione sportiva 2010/2011</strong> dei Giovanissimi provinciali dell'Atletico Roccalumera, che ho avuto l'onore di allenare per il secondo anno consecutivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La stagione iniziò lunedì 30 agosto 2010 al campo sportivo di Roccalumera. Nonostante il caldo, tutti i ragazzi erano presenti all'appello. Difficile dimenticare i primi giorni di allenamento. Il piacere di ritrovarsi dopo oltre due mesi di riposo, conoscere i nuovi arrivi e lavorare sodo erano le prerogative di quel periodo iniziale. Ricordo ancora tutti gli sforzi e i sacrifici per conciliare allenamenti e lavoro, la fatica nel reperire squadre disposte a giocare partite amichevoli fin dalla prima settimana e tutte quelle attività che spesso chi osserva dall'esterno non comprende, ignorando l'impegno profuso da un gruppo di persone animate unicamente da una grande passione per il calcio.</p>
<p style="text-align: justify;">La squadra partì subito bene, crescendo partita dopo partita, allenamento dopo allenamento, forte di un buon lavoro effettuato durante la preparazione precampionato. La continuità dei risultati e la buona qualità di gioco espressa hanno contribuito ad alimentare la sicurezza di un grande gruppo di ragazzi che hanno terminato il girone C del campionato al <strong>primo posto</strong>, totalizzando 43 punti in 18 partite, con 83 reti segnate e solo 10 subite (miglior difesa).</p>
<p style="text-align: justify;">Inevitabilmente, non sono mancati i problemi, nonché alcuni infortuni, ma la forza di un collettivo deve esprimersi anche e soprattutto nei momenti di difficoltà, senza dimenticare che solo affrontando con umiltà ed intelligenza determinate situazioni si può crescere, prima come uomini e poi come calciatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo la nostra meravigliosa stagione ha avuto un epilogo tecnico amaro. Dopo un grande girone di campionato e la vittoria del triangolare di playoff, non siamo riusciti a vincere l'ultima e decisiva partita ovvero la finale del campionato Giovanissimi, svoltasi allo stadio Bacigalupo di Taormina contro un ottimo avversario che non ha rubato nulla sul campo di gioco. Non è stato il lieto fine che tutti ci aspettavamo, almeno per noi ed i nostri sostenitori, ma siamo usciti a testa alta e, consapevoli degli errori finali, non dobbiamo permettere ad una sola partita di rovinare tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è facile riassumere ben 9 mesi di avventure sportive, ma i fatti di cui sopra possono rendere l'indea dell'entusiasmo che ha generato, soprattutto nel sottoscritto, la stagione passata. La forza e le qualità del gruppo hanno trovato ulteriore conferma in occasione di un meraviglioso <strong>torneo di calcio giovanile</strong> a Scalea (Cosenza), al quale abbiamo partecipato grazie al nostro presidente Gugliotta, dove oltre ai risultati tecnici (sfiorata la finale) ci siamo divertiti così tanto (nel <a title="17° torneo di calcio giovanile Riviera dei Cedri - Retetre Digiesse" href="http://www.youtube.com/watch?v=cKjTzvT6tTI" target="_blank">servizio realizzato dalla tv calabrese</a> trovate una sorpresa dal minuto 1'18" in poi) che non avremmo voluto prendere la strada del ritorno.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/cKjTzvT6tTI" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Non dimenticherò mai tutti questi eventi e il legame costruito con i ragazzi, ai quali andranno sempre i miei ringraziamenti e un affetto che probabilmente travalica il classico rapporto tra allenatore e giocatori. Custodirò gelosamente i ricordi legati alla <strong>migliore squadra che un allenatore possa avere</strong> e sarò sempre presente qualora i miei ragazzi avessero bisogno del mio supporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel momento in cui scrivo sono allenatore della squadra Allievi regionali (promossi proprio in virtù dei risultati ottenuti con i giovanissimi) e continuo ad allenare gli stessi protagonisti della scorsa stagione. Non abbiamo avuto un inizio di campionato entusiasmante, ma sono sicuro che armati di buona volontà e spirito di sacrificio sapremo toglierci diverse soddisfazioni anche quest'anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso, o meglio sempre, rimprovero i miei giocatori perché vorrei più impegno e determinazione, probabilmente nascondendo ai ragazzi i sentimenti che provo nei loro confronti. Forse pretendo troppo da loro, ma il mio desiderio di vederli migliorare e diventare <strong>Campioni di vita</strong> prima che di calcio è troppo forte e spero che impareranno a capirlo nel più breve tempo possibile, perché hanno il diritto e il dovere di crescere per avere un futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie ragazzi... grazie di cuore.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giuseppe</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Allenare l&#8217;aggressività&#8230; su allenatore.net</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 08:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aggressività]]></category>
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		<description><![CDATA[Allenatore.net, importante e stimata rivista elettronica specializzata in contenuti per allenatori di calcio, pubblicherà sul n. 84 di marzo 2011 il mio lavoro sull'aggressività calcistica con tutte le esercitazioni, completo di descrizioni, varianti e illustrazioni. Il mio contributo sarà disponibile online, gratuitamente e in formato PDF, dal 25 marzo con il titolo "Stimolare l’aggressività del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allenatore.net" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-481" title="ALLENATORE.NET - MARZO 2011 - N° 84" src="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/allenatore_180x254.jpeg" alt="ALLENATORE.NET - MARZO 2011 - N° 84" width="180" height="254" /></a><a title="WWW.ALLENATORE.NET - IL MASSIMO PER L'ALLENATORE DI CALCIO" href="http://www.allenatore.net/" target="_blank">Allenatore.net</a>, importante e stimata rivista elettronica specializzata in contenuti per allenatori di calcio, pubblicherà sul n. 84 di marzo 2011 il mio lavoro sull'aggressività calcistica con tutte le esercitazioni, completo di descrizioni, varianti e illustrazioni. Il mio contributo sarà disponibile <a title="WWW.ALLENATORE.NET - IL MASSIMO PER L'ALLENATORE DI CALCIO" href="http://www.allenatore.net/" target="_blank">online</a>, gratuitamente e in formato PDF, dal 25 marzo con il titolo "<em>Stimolare l’aggressività del calciatore. Le esercitazioni per allenare individualmente e collettivamente agonismo ed aggressività</em>".</p>
<p style="text-align: justify;">L'elaborato è strutturato in modo tale da enucleare gli aspetti più rilevanti dell'aggressività nel gioco del calcio, comprendendo anche alcuni consigli metodologici da applicare alle semplici esercitazioni proposte ed illustrate.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo contributo, inserito dalla redazione di Allenatore.net nel palinsesto di Marzo, costituisce solo una piccola parte delle mie idee e si pone principalmente due obiettivi. Il primo consiste nel dare continuità ai miei due articoli sul tema (<a title="Allenare l’aggressività… si può" href="http://www.peppetotaro.it/2008/05/28/allenare-laggressivita-si-puo/">prima parte</a> e <a title="Allenare l’aggressività… parte seconda" href="http://www.peppetotaro.it/2011/02/17/allenare-laggressivita-parte-seconda/">seconda parte</a>). Il secondo è rappresentato dal feedback dei lettori, poiché credo fermamente che la condivisione di idee sia fondamentale per migliorarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Attendo i vostri commenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giuseppe</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Si può rischiare la vita per la pioggia?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 19:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>

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		<description><![CDATA[La sera di martedì 1 marzo, ho abbozzato un breve articolo in merito agli inammissibili disagi dovuti alla pioggia. Ero determinato a pubblicare quelle parole, ma ho preferito lasciar passare un po' di tempo per placare il mio disappunto e ragionare a mente fredda. A distanza di pochi giorni, mi sono reso conto che sperare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>La sera di martedì 1 marzo, ho abbozzato un breve articolo in merito agli inammissibili disagi dovuti alla pioggia. Ero determinato a pubblicare quelle parole, ma ho preferito lasciar passare un po' di tempo per placare il mio disappunto e ragionare a mente fredda.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A distanza di pochi giorni, mi sono reso conto che sperare in un intervento puntuale ed efficace per porre rimedio ai pericoli che affliggono il  territorio messinese è semplicemente utopistico. Vi propongo le parole scritte la sera del primo marzo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/20110301_alluvione_mili_san_pietro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-427" title="Alluvione Mili S. Pietro 01/03/2011" src="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/20110301_alluvione_mili_san_pietro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Si può rischiare la vita per la pioggia? I messinesi che da anni vivono i gravi disagi legati alle "alluvioni" conoscono bene le ragioni di questo interrogativo. Le paure che scaturiscono dalle precipitazioni potrebbero essere giustificate se le pioggie in questione fossero intrinsecamente devastanti o decisamente abbondanti come avviene in altre parti del mondo. Invece, ogni pioggia più intensa della "norma" rappresenta un pericolo evidente per la provincia di Messina.</p>
<p style="text-align: justify;">La tragedia del primo ottobre 2009 (descrizioni <a title="DPC | Alluvione di Messina" href="http://www.protezionecivile.it/jcms/it/alluvione_messina.wp" target="_blank">qui</a> e <a title="Alluvione di Messina del 2009 - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alluvione_di_Messina_del_2009" target="_blank">qui</a>) avrebbe dovuto palesare il <a title="DPC | Rischio idrogeologico" href="http://www.protezionecivile.it/jcms/it/rischio_idrogeologico.wp" target="_blank">rischio idrogeologico</a> che coinvolge la provincia di Messina, stimolando chi di dovere a cercare in breve tempo una via risolutiva del problema. Io ricordo bene quel giorno, bloccato in tempo sulla via del ritorno, mentre colate di fango e detriti travolgevano la zona sud della città e delle zone limitrofe. Proprio stamattina, percorrendo la A18 per recarmi a lavoro, ho rivissuto parte di quei momenti. Una forte pioggia, seppur non "irresistibile", ha dimostrato per l'ennesima volta che nulla è cambiato. Buche, fango e cumuli di detriti rendevano impraticabile e oltremodo pericolosa un'autostrada inspiegabilmente aperta al pubblico. È vero, il consiglio è sempre quello di non mettersi al volante in caso di condizioni meteorologiche avverse, ma non è facile chiedere alle persone di non vivere la propria quotidianità ad ogni pioggia.</p>
<p style="text-align: justify;">A Mili San Pietro, gli abitanti del luogo hanno <a title="YouTube - Alluvione Mili San Pietro spazza via 20 auto" href="http://www.youtube.com/watch?v=Ao7wu7R-7DI" target="_blank">rivisto</a> le scene spaventose di quel maledetto primo ottobre, con auto trasportate dalla furia dell'acqua. Molte testate giornalistiche <a title="Tele 90 - Maltempo. Frana a Capo Al&amp;#236;, a Zafferia due persone salvate dai carabinieri e a Mili S. Pietro auto spazzate dalla furia dell'acqua" href="http://tele90.it/news/2011/03/01/maltempo-frana-a-capo-al-236-a-zafferia-due-persone-salvate-dai-carabinieri-e-a-mili-s-pietro-auto-spazzate-dalla-furia-dell-acqua/10483/" target="_blank">locali</a> e <a title="TG5 - Edizione ore 8.00 del 2 marzo - Video Mediaset" href="http://www.video.mediaset.it/video/tg5/full/212957/edizione-ore-800-del-2-marzo.html#tf-s1-c1-o1-p1" target="_blank">nazionali</a> ne hanno parlato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il fenomeno si fosse verificato con una intensità vicina a quella del primo ottobre 2009, avremmo assistito alla stessa catastrofe. Non voglio puntare il dito contro nessuno, né mi interessa dare "frettolose" spiegazioni come fece qualche illustre personaggio da poco atterrato sul suolo messinese dopo l'alluvione. Non ho l'autorità e l'importanza per prendere decisioni o dire qualcosa che sia concretamente risolutiva, tuttavia sono immensamente desideroso che Messina possa "svegliarsi" per non ripetere certi errori, analizzare bene la situazione e trovare seriamente delle soluzioni, le quali prescindano da iniziative imperniate su manifestazioni di forza che dopotutto ci lascerebbero ugualmente alla mercè di politici totalmente inoperosi e, invece, siano costruite sulla condivisione di idee e su una grande voglia di ripartire seriamente. Forse anche questa è utopia, ma la speranza è l'ultima a morire.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giuseppe</em></p>
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		<title>Una statua di Robocop a Detroit</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:34:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[robocop]]></category>

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		<description><![CDATA[Correva l'anno 1989 quando per la prima volta vidi il film "Robocop: il futuro della legge". La mia giovanissima età mal si conciliava con alcune scene non proprio indicate per un bambino e non era sufficiente a comprendere appieno la satira e il cinismo quasi esasperati del film. Probabilmente nove anni non erano abbastanza per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://robocoparchive.com/art/poster1.JPG" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-379" title="RoboCop Movie Poster - RoboCop Archive" src="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/robocop1-181x300.jpg" alt="RoboCop Movie Poster - RoboCop Archive" width="181" height="300" /></a>Correva l'anno 1989 quando per la prima volta vidi il film "<em>Robocop: il futuro della legge</em>". La mia giovanissima età mal si conciliava con alcune scene non proprio indicate per un bambino e non era sufficiente a comprendere appieno la satira e il cinismo quasi esasperati del film. Probabilmente nove anni non erano abbastanza per contemplare tutti questi aspetti; ciò nonostante, già dalla prima visione mi innamorai del mondo di Robocop, tanto da vederlo in lingua originale e rivederlo svariate volte.</p>
<p style="text-align: justify;">Col passare degli anni, il futuro distopico in cui è ambientato Robocop sembra sempre più attuale, attribuendo così, nonostante l'amarezza per ciò che significa, ulteriori meriti al <a title="Paul Verhoeven - Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Verhoeven" target="_blank">regista</a>. Chi non conoscesse la storia e i dettagli del film può leggere le descrizioni su Wikipedia sia in <a title="Robocop: il futuro della legge - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robocop:_il_futuro_della_legge" target="_blank">italiano</a> che in <a title="RoboCop - Wikipedia, the free encyclopedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/RoboCop" target="_blank">inglese</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non nascondo che ho desiderato fin dall'inizio un Robocop che sorvegliasse le nostre strade, più per il desiderio di veder concretizzato un "supereroe" della fantascienza che per la reale necessità di usufruire delle sue straordinarie doti. Un pensiero simile lo avranno fatto gli abitanti di Detroit, realmente flagellati dalla criminalità, che vedranno Robocop materializzarsi nella propria città, grazie all'interessamento di un <a title="Build Robocop in Detroit!" href="http://www.detroitneedsrobocop.com/" target="_blank">gruppo</a> che ha raccolto ad oggi oltre 60.000 dollari per la costruzione di una <strong>statua del cyborg poliziotto</strong> (ne parla anche Punto Informatico <a title="PI: Robocop, la statua" href="http://punto-informatico.it/3091296/PI/News/robocop-statua.aspx" target="_blank">qui</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Come avvenne a Philadelphia con la <a title="Rocky Steps - Wikipedia, the free encyclopedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rocky_Steps#Bronze_statue" target="_blank">statua di Rocky</a> (trovate una vista a 360 gradi cliccando <a title="Rocky Statue - Photosynth" href="http://photosynth.net/view.aspx?cid=2705ed50-29e8-4bdf-a1dd-28d341704a9e" target="_blank">qui</a>), anche Detroit vedrà un mito della cinematografia concretizzarsi e diventare definitivamente un'icona della città, racchiudendo in sè (concedetemi la tautologia) ideali positivi e soprattutto il forte desiderio di giustizia della comunità. Può bastare una statua per avere/fare giustizia? Certamente no e questo i cittadini di Detroit (e non solo) lo sanno benissimo; tuttavia, la gente avverte spesso il bisogno di identificarsi in un simbolo, ovvero qualcosa che possa rappresentare i valori fondamentali di una società civile, e se una statua può dare un piccolo contributo a far riemergere sentimenti positivi, perché non farlo!</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente, si dovrà andare avanti e occorrerà fare di più per risolvere i problemi che angustiano la popolazione di Detroit. Chissà se la "presenza" di Robocop potrà costituire un piccolo passo verso una società migliore grazie agli sforzi dei cittadini che si muoveranno sotto l'egida del paladino della giustizia "parte uomo, parte macchina, tutto poliziotto". Non rimane che attendere.</p>
<p style="text-align: justify;">Se volete gustarvi i momenti più significativi del primo film di Robocop, consiglio vivamente di vedere <a title="Detroit Needs A Statue of Robocop! by Imagination Station Detroit - Kickstarter" href="http://www.kickstarter.com/projects/imaginationstation/detroit-needs-a-statue-of-robocop" target="_blank">questo video</a> (la pagina comprende anche tutti i dettagli delle offerte per la statua).</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=roosevelt+park+detroit&amp;aq=&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=14.880337,40.209961&amp;ie=UTF8&amp;hq=Roosevelt+Park&amp;hnear=Roosevelt+Park,+Michigan+Ave,+Detroit,+Michigan+48216,+Stati+Uniti&amp;layer=c&amp;cbll=42.329856,-83.075659&amp;panoid=eWLFgZ41p1AEhSxV0_zFnQ&amp;cbp=12,257.73,,0,-5.53&amp;ll=42.329856,-83.075659&amp;spn=0.019797,0.038418&amp;output=svembed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=roosevelt+park+detroit&amp;aq=&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=14.880337,40.209961&amp;ie=UTF8&amp;hq=Roosevelt+Park&amp;hnear=Roosevelt+Park,+Michigan+Ave,+Detroit,+Michigan+48216,+Stati+Uniti&amp;layer=c&amp;cbll=42.329856,-83.075659&amp;panoid=eWLFgZ41p1AEhSxV0_zFnQ&amp;cbp=12,257.73,,0,-5.53&amp;ll=42.329856,-83.075659&amp;spn=0.019797,0.038418" style="color:#0000FF;text-align:left">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p style="text-align: justify;">La "nuova casa" di Robocop dovrebbe sorgere all'interno del <em>Roosevelt Park</em>, di fronte alla <a title="Michigan Central Station - Wikipedia, the free encyclopedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Michigan_Central_Station" target="_blank"><em>Michigan Central Station</em></a>, nel luogo illustrato dalla mappa sopra riportata. Il condizionale è d'obbligo poiché il gruppo impegnato nella promozione dell'iniziativa ha ricevuto numerose offerte per posizioni alternative nella città di Detroit. L'obiettivo è scegliere l'ubicazione che garantisca la maggiore visibilità possibile alla statua; quindi il gruppo sta considerando attentamente tutte le possibilità al fine di effettuare la scelta migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovate ulteriori informazioni, fumetti e altro materiale sul fanta-eroe di Detroit su <a title="RoboCop Archive" href="http://robocoparchive.com/" target="_blank">RoboCop Archive</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Bentornato RoboCop. Giuseppe</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Allenare l&#8217;aggressività&#8230; parte seconda</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 20:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allenatore]]></category>
		<category><![CDATA[aggressività]]></category>
		<category><![CDATA[allenatore]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Prima di iniziare, è doveroso fare una piccola premessa. Sono trascorsi oltre due anni dal mio primo articolo sull'aggressività calcistica (pubblicato il 28 maggio 2008),  tuttavia ancora oggi molti mister mi scrivono per complimentarsi del lavoro, chiedere consigli, saperne di più o semplicemente confrontarsi. Con questo nuovo articolo riparte un progetto personale a cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-162" title="Vincenzo Iaquinta" src="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/iaquinta_200x162.jpg" alt="Vincenzo Iaquinta" />Prima di iniziare, è doveroso fare una piccola premessa. Sono trascorsi oltre due anni dal mio primo articolo sull'aggressività calcistica (pubblicato il 28 maggio 2008),  tuttavia ancora oggi molti mister mi scrivono per complimentarsi del lavoro, chiedere consigli, saperne di più o semplicemente confrontarsi. Con questo nuovo articolo riparte un progetto personale a cui tengo particolarmente, con il quale spero di coinvolgere un elevato numero di allenatori di calcio, desiderosi di dare il proprio contributo. Buona lettura.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il successo, in termini di partecipazione e gradimento, dell'articolo "<a title="Il Blog di Peppe Totaro » Allenare l’aggressività… si può" href="http://www.peppetotaro.it/2008/05/28/allenare-laggressivita-si-puo/">Allenare l’aggressività… si può</a>", pubblico con estremo piacere la seconda parte sull'aggressività calcistica, con  il feedback ottenuto dai lettori/commentatori del mio primo lavoro ed un'altra esercitazione dello stesso tipo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cercherò di riassumere l'opinione dei lettori inserendo tre brevi <strong>commenti</strong> che reputo "rappresentativi":</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Reputo l'aggressività una qualità molto importante e fondamentale nel calcio moderno, anche per i più giovani. A partire da quale categoria si possono inserire esercitazioni sull'aggressività?</p>
</blockquote>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>È un argomento che mi ha sempre interessato anche se finora poco "pubblicizzato". Hai effettuato anche test sull'aggressività per valutare l'effettivo miglioramento con le tue esercitazioni?</p></blockquote>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La motivazione verbale è molto importante durante la partita. Le sole esercitazioni sono sufficienti a portare un giocatore verso un rendimento migliore in termini di aggressività?</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questi commenti introducono alcuni aspetti non discussi nella prima parte. Provo a rispondere brevemente, rispettando l'ordine di cui prima.</p>
<blockquote><p>Non credo che si possa identificare una categoria in particolare per iniziare a proporre esercizi sull'aggressività e sono convinto che la sensibilità del tecnico sia fondamentale in questo senso. L'allenatore, che sta a contatto con il proprio gruppo, deve capire cosa è realmente adatto e utile per migliorarsi, perché non esistono ricette universali.</p></blockquote>
<blockquote><p>Non ho mai pensato a test che possano restituire dati oggettivi e scientifici (ammesso che esistano) sull'aggressività della mia squadra, ma ho sempre valutato in modo più o meno empirico i progressi dei miei giocatori in tal senso.</p></blockquote>
<blockquote><p>Allenare l'aggressività non significa tralasciare l'incitamento verbale, la motivazione, i colloqui individuali e di gruppo, piuttosto mira  al continuo miglioramento del livello di aggressività collettivo e del singolo, senza il quale ogni forma di stimolo verbale non sarebbe efficace.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Allenatori, addetti del settore e semplici appassionati di calcio hanno pienamente appagato la mia richiesta di opinioni e commenti ed il fatto che non ci siano state risposte sussiegose o travisanti del concetto di aggressività mi ha riempito di gioia. Adesso, però, occorre abbandonare i convenevoli e proseguire negli aspetti tecnici che più interessano coloro che amano questo sport.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Una "nuova" esercitazione per l'aggressività</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/eser-aggr-02_legenda1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-244" title="Allenare l'aggressività - Esercitazione n. 2" src="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/eser-aggr-02_180x370.png" alt="Allenare l'aggressività - Esercitazione n. 2" width="180" height="370" /></a>La prima esercitazione per allenare (o stimolare) l'aggressività si basava su un concetto estremamente semplice: impedire all'avversario di calciare. La proposta illustrata in questo articolo prevede l’impiego del portiere e inserisce anche il <strong>tiro in porta</strong> tra gli obiettivi tecnici dell’allenamento. Essenzialmente, essa richiede al giocatore che attacca di saper gestire la “pressione psicologica” generata dal ritorno dei difensori avversari sulla palla ed essere animato da un solo pensiero: andare dritti verso la porta e segnare.</p>
<p style="text-align: justify;">I giocatori sono disposti in tre file rivolte verso la porta e portiere in area. Il giocatore che attacca (rosso) parte da posizione centrale e deve arrivare sulla palla, posta in prossimità di un quadrato, prima dei due avversari (blu), che partono rispettivamente da destra e da sinistra (quindi lateralmente rispetto all’attaccante), resistere all’eventuale pressione o tentativo di intervento, uscire dal quadrato e tirare in porta. I giocatori blu possono contrastare il giocatore rosso solo all’interno del quadrato. Inizialmente, i giocatori blu esercitano una pressione semiattiva sull’attaccante ovvero senza poter intervenire sulla palla. Successivamente, i difensori potranno diventare attivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni allenatore è libero di modificare l'esercitazione in base alle esigenze e alla propria fantasia, creando numerose varianti utili a stimolare ulteriormente i giocatori in merito ad alcuni aspetti tecnici. Ecco alcuni esempi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il giocatore che attacca può essere vincolato ad eseguire un determinato numero minimo (o massimo) di tocchi prima di uscire dal quadrato.</li>
<li>Il giocatore rosso può essere contrastato anche oltre il quadrato.</li>
<li>Si può impiegare un numero differente di difensori, ad esempio un solo giocatore, e prevedere un punto di partenza diverso.</li>
<li>La palla, anziché essere collocata in un punto, può essere calciata verso il quadrato da un compagno del giocatore rosso che compie un movimento corto-lungo prima di partire.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il tempo e lo spazio di gioco dipendono sostanzialmente dalle caratteristiche dei nostri giocatori e dall'obiettivo fisico prefisso. Personalmente, preferisco far svolgere esercizi di questo tipo ad alta intensità, prevedendo più ripetizioni, possibilmente organizzate in due o più serie, alternate con pause attive. Nulla vieta di effettuare l'esercitazione nella fase iniziale della seduta, anche come attività propedeutica ad un'esecuzione intensa; in quest'ultimo caso, occorre modificarne le modalità al fine di scongiurare la possibilità di infortuni.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Consigli metodologici</h2>
<p style="text-align: justify;">Un buon tecnico deve sempre considerare e saper gestire i parametri fondamentali del calcio: <strong>spazio</strong> e <strong>tempo</strong>. Non è un compito facile quello di individuare gli spazi e i tempi più adatti allo svolgimento di una esercitazione e l'aggressività non si sottrae a questa logica. Tuttavia l'allenatore deve attingere alle proprie conoscenze e alla propria esperienza per qualificare e quantificare al meglio le proposte somministrate al gruppo di giocatori con cui lavora e che solo lui conosce a fondo. Per tali motivi ho preferito dare solo alcune indicazioni piuttosto che uno schema preciso, poiché solo il particolare contesto in cui si opera (categoria, qualità e quantità dei giocatori, obiettivi, etc) può guidare il tecnico a definire i parametri essenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un consiglio che voglio dare riguarda la <strong>formazione delle coppie o dei gruppi</strong> per lo svolgimento delle esercitazioni. Le proposte per l'aggressività necessitano, forse più delle altre, di una particolare attenzione sotto questo aspetto, quindi sarebbe opportuno un esame accorto delle qualità dei nostri giocatori e una decisione conforme agli obiettivi prefissi. La composizione dei gruppi deve tener conto delle caratteristiche tecniche, tattiche, atletiche e soprattutto <strong>psicologiche</strong> ("tenace" o "svogliato", "combattivo" o "arrendevole", etc) del calciatore. Ad esempio, nel caso di una partita a tema, si può pensare di formare squadre verosimilmente bilanciate, con giocatori "aggressivi" e "non aggressivi" distribuiti in egual misura. Probabilmente questa potrebbe essere la scelta più equilibrata, ma non è detto che sia la migliore e nulla ci vieta di sbilanciare parzialmente o totalmente i gruppi in base ai nostri scopi.</p>
<p style="text-align: justify;">Valutare o "misurare" l'aggressività dei nostri giocatori richiede tempo, quindi si potrebbe pensare ad un uso differito delle esercitazioni appena esposte, a meno che ci si trovi a lavorare con un gruppo ben conosciuto fin dall'inizio. In realtà, credo che le esercitazioni si possano proporre subito e valutarne gli esiti per un <strong>feedback immediato</strong>, da usare come dato e termine di confronto per le applicazioni future.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Conclusioni</h2>
<p style="text-align: justify;">Il focus delle esercitazioni non è innovativo, bensì propositivo, poiché esse possono costituire la base per nuove idee e proposte più complesse. Come per ogni esercitazione, le varianti possono scaturire dalla fantasia del tecnico oppure dai suggerimenti degli stessi giocatori, se stimolati adeguatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>documento digitale aggiornato</strong> con tutte le esercitazioni, completo di descrizioni, varianti e illustrazioni, sarà a disposizione di coloro che ne faranno richiesta via <a title="Contatti - Il Blog di Peppe Totaro" href="http://www.peppetotaro.it/contatti/">e-mail</a> e, preferibilmente, lasceranno o invieranno un commento. La forma di divulgazione del documento verrà comunicata nei prossimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">L'aggressività non è un requisito assoluto, ma una "misura" ed è proprio su questo livello che dobbiamo lavorare. Non possiamo pensare di averla o non averla, bensì occorre sempre sfidare se stessi per raggiungere un livello più alto. La consapevolezza, da parte del tecnico e dei giocatori, di aver raggiunto un buon risultato in termini di aggressività, può dare al gruppo grande forza e soprattutto l'intelligenza di saper usare una qualità così importante nella misura giusta, in base alle situazioni che si presentano in campo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vostro feedback sarà fondamentale per proseguire in questa strada e intraprenderne altre. Prossimamente, comunicherò le nuove iniziative con le quali  mi auguro di interessare molti allenatori di questo fantastico sport.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giuseppe</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aggiornamento (22 marzo 2011)</strong>: la rivista elettronica specializzata <a title="WWW.ALLENATORE.NET - IL MASSIMO PER L'ALLENATORE DI CALCIO" href="http://www.allenatore.net/" target="_blank">Allenatore.net</a> pubblicherà l'articolo sull'aggressività calsicistica completo di descrizioni, varianti e illustrazioni. Esso sarà disponibile gratuitamente a partire dal 25 marzo sul sito della rivista.</p>
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		<title>PeppeTotaro.it 2.0</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 12:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre due anni fa (esattamente il 22 aprile 2008) nasceva la mia prima vera esperienza "editoriale" sul Web con l'apertura di questo blog, pubblicando un semplice articolo sostanzialmente incentrato sulle origini della mia iniziativa e sul leitmotiv eclettico che la caratterizzava. Dopo l'estate del 2008, per svariate ragioni, non ho potuto dare la continuità che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.boston.com/bigpicture/2010/12/a_new_year_rolls_in.html#photo15" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-188" title="A child wears a pair of 2011 glasses during New Year Eve celebrations in Hong Kong's Times Square December 31, 2010. (REUTERS/Tyrone Siu)" src="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/child_bigpicture.jpg" alt="A child wears a pair of 2011 glasses during New Year Eve celebrations in Hong Kong's Times Square December 31, 2010. (REUTERS/Tyrone Siu)" /></a>Oltre due anni fa (esattamente il 22 aprile 2008) nasceva la mia prima vera esperienza "editoriale" sul Web con l'apertura di questo blog, pubblicando un <a title="Un eclettico in bianco e nero - Il Blog di Peppe Totaro" href="http://www.peppetotaro.it/2008/04/22/un-eclettico-in-bianco-e-nero/">semplice articolo</a> sostanzialmente incentrato sulle origini della mia iniziativa e sul <em>leitmotiv</em> eclettico che la caratterizzava. Dopo l'estate del 2008, per svariate ragioni, non ho potuto dare la continuità che desideravo al mio progetto, nonostante le numerose manifestazioni di sostegno ed apprezzamento di amici ed internauti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2011, inizia la seconda vita del mio blog, confermando i vecchi propositi e portando altre idee, sia per colmare un vuoto che avvertivo da parecchio tempo sia per ripagare il rispetto dei lettori, che, scrivendo le proprie opinioni e offrendo il proprio appoggio, rappresentano la vera linfa vitale per il proseguimento e l'ampliamento della mia iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi giorni pubblicherò la seconda parte dell'articolo "<a title="Allenare l'aggressività... si può - Il Blog di Peppe Totaro" href="http://www.peppetotaro.it/2008/05/28/allenare-laggressivita-si-puo/">Allenare l'aggressività... si può</a>". I numerosi lettori che hanno richiesto il documento PDF, contenente tutte le esercitazioni sul tema dell'aggressività e le relative descrizioni, saranno finalmente accontentati. Successivamente, organizzerò un incontro telematico con gli allenatori interessati sul tema dell'aggressività calcistica. Naturalmente, saranno ripresi e trattati altri argomenti, pertanto non resta che continuare a visitare le pagine del blog per conoscere tutte le novità che seguiranno.</p>
<p style="text-align: justify;">I contenuti delle altre pagine sono stati adeguatamente modificati al fine di rispecchiare i cambiamenti occorsi durante il mio periodo di "inattività" sul Web. In particolare, nella pagina <a title="peppetotaro.it - Chi sono" href="http://www.peppetotaro.it/chi-sono/">Chi sono</a> troverete una breve descrizione del mio profilo aggiornato.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giuseppe</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un intermezzo sulle Olimpiadi di Pechino</title>
		<link>http://www.peppetotaro.it/2008/08/29/un-intermezzo-sulle-olimpiadi-di-pechino/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 15:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Pechino]]></category>

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		<description><![CDATA[Un breve e leggero articolo sulle Olimpiadi di Pechino 2008.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Questo articolo è stato pubblicato nel 2008 (prima versione del blog) e da allora non è stato più revisionato, quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi. Questo sito non è responsabile per eventuali errori causati da questo problema.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://en.beijing2008.cn/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-198" title="Paralimpiadi Pechino 2008" src="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/08/pechino_200x200.jpg" alt="Paralimpiadi Pechino 2008" /></a>Giunti quasi alla fine di un'estate più o meno travagliata e piena di impegni, vorrei colmare il vuoto estivo  e riprendere l'attività editoriale con un breve e leggero articolo su quello che a mio parere è stato l'evento più importante di agosto e dell'estate in generale: le <strong>Olimpiadi di Pechino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi considero un grande appassionato di sport e negli anni ho maturato la convinzione che lo sport sia sinonimo di <strong>miglioramento</strong>, riscatto e convinzione nei propri mezzi. Solo in questi termini voglio azzardare un opinione sulle ultime olimpiadi, consapevole che spesso alcuni valori tanto decantati vengono calpestati dal business e dall'ignoranza. Ma con un pizzico di "ingenuità" è giusto guardare allo sport come uno strumento vincente, capace di seppellire diversità e aiutare il progresso sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">A mio avviso l'olimpiade di Pechino è stata prolifica di valori ed esempi da seguire. Non mi riferisco soltanto a gesti encomiabili come l'<a title="ANSA.it - Abbraccio Russia e Georgia" href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2008-08-24_124232526.html" target="_blank">abbraccio</a> tra un'atleta russa ed una georgiana, perfino troppo strumentalizzato, ma anche agli sforzi degli atleti, al sacrificio per ottenere grandi risultati, alle lacrime di gioia o disperazione al termine di una gara e alla voglia di esserci.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piace guardare ai grandi risultati dei nostri <strong>Alex Schwarzer</strong> ed <strong>Elisa Rigaudo</strong> che non hanno avuto paura di manifestare subito e apertamente le proprie emozioni alla fine di un percorso estenuante. Come dimenticare la prestazione di <strong>Josefa Idem</strong> che a 44 anni conserva voglia di vincere e uno spirito leale e sportivo che andrebbe impartito dall'infanzia. La maratona di <strong>Stefano Baldini</strong>, dopo il successo di Atene, è uno dei messaggi più belli alle generazioni future, perché da grande campione dimostra che un atleta pulito può arrivare in vetta e non rimproverarsi nulla guardandosi indietro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre tra gli azzurri voglio acclamare un atleta che, pur non avendo vinto, ha ben figurato e rappresentato i nostri colori nel judo. Mi riferisco a <strong>Giannicola Casale</strong>, specialità 66 Kg, un ragazzo cresciuto a qualche chilometro da casa mia che ha reso molti miei conterranei fieri per i suoi brillanti risultati e solo per questo dobbiamo dirgli grazie.</p>
<p style="text-align: justify;">Fuori dalla sfera italiana, sarebbe ingiusto non menzionare il personaggio delle Olimpiadi ovvero quel mattacchione di <strong>Usain Bolt</strong>, fenomeno e super campione dell'atletica che qualcuno ha cercano inutilmente di <a title="La Gazzetta dello Sport - Rogge rimprovera Bolt" href="http://www.gazzetta.it/Speciali/Olimpiadi/Primo_Piano/2008/08/21/rogge.shtml" target="_blank">criticare</a> per i suoi modi di esultare dopo aver battuto tre record del mondo a soli 21 anni!</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche "imperfezione" c'è stata, sarebbe ipocrita pensarla diversamente, ma nulla è perfetto e neanche il grande colosso asiatico poteva sfuggire a questa inesorabile legge. Alcuni hanno provato a sfruttare il blasone delle olimpiadi per cause note da anni, prima fra tutte la situazione del Tibet. Non mi considero all'altezza di discutere questioni simili, ma mi limito a osservare che dal giorno della cerimonia di chiusura gli spazi dedicati al Tibet sulle testate giornalistiche sono rapidamente passati da dossier di intere pagine a trafiletti non proprio a portata di mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiudo questa mia dissertazione con tre considerazioni. Ho provato un immenso piacere quando sul palco dedicato ai nuovi membri del CIO, durante la cerimonia di chiusura, ha sfilato <strong>Aleksandr Popov</strong>, ex nuotatore russo, che ci ha estasiato con le sue imprese sportive e le sue lezioni di lealtà. Inoltre,  bisogna sempre sottolineare l'operato dei <strong>volontari</strong>, perché anche chi opera dietro le quinte contribuisce in modo determinante ai grandi eventi e soprattutto lo fa per il solo piacere di farlo e trovarsi arricchito di qualcosa che altre esperienze non potranno mai dare. Infine, ricordo che il 6 settembre inizieranno a Pechino le <strong>Paralimpiadi</strong>. Non trovo le parole giuste per descrivere la grandezza degli atleti paralimpici, quindi mi affido alla risposta che un grande uomo di sport come Alessandro Del Piero ha dato, durante un'intervista delle Iene, alla domanda sugli atleti delle Paralimpiadi: "Io penso che hanno quattro palle". Forse è un po' diretto, ma è proprio vero, hanno gli attributi e coraggio da vendere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giuseppe</em></p>
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		<title>Imitando gli artisti astratti</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 13:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[astrattismo]]></category>
		<category><![CDATA[Roccalumera]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo è stato pubblicato nel 2008 (prima versione del blog) e da allora non è stato più revisionato, quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi. Questo sito non è responsabile per eventuali errori causati da questo problema. Giovedì 12 giugno è stata inaugurata presso l'Istituto Comprensivo di Roccalumera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Questo articolo è stato pubblicato nel 2008 (prima versione del blog) e da allora non è stato più revisionato, quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi. Questo sito non è responsabile per eventuali errori causati da questo problema.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Giovedì 12 giugno è stata inaugurata presso l'Istituto Comprensivo di Roccalumera la mostra <strong><em>Imitando gli artisti astratti</em></strong>. Il Maestro Antonio Briguglio e i suoi allievi del Laboratorio d'Arte hanno ideato, realizzato e promosso questa iniziativa encomiabile con grande passione.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra d'arte è il risultato di un <strong>progetto scolastico</strong> nato concretamente ad aprile e sviluppatosi grazie all'assiduo impegno dei ragazzi della scuola media di Roccalumera che ogni sabato pomeriggio dalle 14 alle 18 (fuori dall'orario scolastico) hanno lavorato alle loro opere, guidati con attenzione e dedizione dal Prof. Antonio Briguglio. I ragazzi che hanno partecipato attivamente all'iniziativa sono in tutto 23 e frequentano le terze classi dell'istituto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le opere sono tutte <strong>lavori individuali</strong> (dal disegno al taglio fino all'opera finita) e si ispirano agli <strong>artisti astratti</strong>: astrattismo geometrico, omaggio al quadrato e al cerchio, variazioni cromatiche ad un centro e composizione. La pittura è stata realizzata utilizzando colori acrilici su compensato. La mostra comprende anche sculture realizzate durante l'orario di lezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho seguito personalmente l'inaugurazione e le mie impressioni sono assolutamente positive. Non sono un esperto d'arte, tuttavia mi sento in dovere di sottolineare con grande gioia le ottime sensazioni scaturite dalla manifestazione. I ragazzi, o meglio i <strong>giovani artisti</strong>, erano visibilmente contenti per il successo dell'inaugurazione. Dai loro volti si percepiva la soddisfazione per aver ottenuto ottimi risultati, divenendo così non solo un piacere personale, ma anche dei genitori e di tutti coloro che hanno seguito e apprezzato la mostra.</p>
<p style="text-align: justify;">Progetti di questo tipo non dovrebbero essere un'eccezione e spero vivamente che altri seguiranno l'esempio di questa scuola, perché il dinamismo e le attitudini dei nostri ragazzi vanno stimolati con iniziative concrete che giovino alla loro crescita e soprattutto alla <strong>maturazione</strong> di ingegnosità e creatività che nei giovanissimi devono essere sempre alimentate.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di illustrare alcuni lavori fotografati durante l'inaugurazione, ricordo che la mostra sarà fruibile gratuitamente fino al 30 giugno presso l'istituto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per semplicità illustro le foto delle tre opere che ho votato:</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="art-exhibition" href="http://www.flickr.com/photos/83785553@N00/2583310903/" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3007/2583310903_130bc825b7.jpg" alt="art-exhibition" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="art-exhibition" href="http://www.flickr.com/photos/83785553@N00/2583326103/" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3182/2583326103_44b8d39b77.jpg" alt="art-exhibition" width="375" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="art-exhibition" href="http://www.flickr.com/photos/83785553@N00/2583309357/" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3110/2583309357_fd17a1deb7.jpg" alt="art-exhibition" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Chi desiderasse visionare le foto di gran parte delle opere può visitare il <a title="Flickr: Album di totaropeppe" href="http://www.flickr.com/photos/totaropeppe/" target="_blank">mio account flickr</a> e visualizzare il <a title="School's Art exhibition – un set su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/totaropeppe/sets/72157605640030442/" target="_blank">set fotografico della mostra</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fotografare le opere non è stato facile per la gran mole di persone presenti all'inaugurazione, quindi prego tutti i responsabili di segnalare eventuali quadri mancanti e possibilmente inviarmene una foto in modo da poter completare il set fotografico.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona Arte a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giuseppe</em></p>
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		<title>Il nostro spirito critico</title>
		<link>http://www.peppetotaro.it/2008/06/09/il-nostro-spirito-critico/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 13:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[antibufala]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sviluppare il nostro spirito critico è importante non solo per noi stessi, ma anche per coloro che fanno parte della nostra vita. Porsi semplici domande aiuta ad essere consapevoli delle nostre azioni e delle nostre parole. Migliorare non è così difficile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Questo articolo è stato pubblicato nel 2008 (prima versione del blog) e da allora non è stato più revisionato, quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi. Questo sito non è responsabile per eventuali errori causati da questo problema.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sherlock_Holmes" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-201" title="Holmes e Watson (da The Greek Interpreter; illustrazione di Sidney Paget)." src="http://www.peppetotaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/06/holmes_200x219.jpg" alt="Holmes e Watson (da The Greek Interpreter; illustrazione di Sidney Paget)." /></a>Concepire questo articolo nella sfera filosofica è un po' pretenzioso, considerando anche le mie dubbie capacità di filosofo. Tuttavia, come premesso nelle <a title="Il Blog di Peppe Totaro » About" href="http://www.peppetotaro.it/about/">motivazioni</a> del blog, la filosofia in questo contesto è intesa come compito meditativo ed è proprio in quest'ottica che desidero parlarne, partendo da un tema sempre in voga come il nostro spirito critico.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>spirito critico</strong> si fonda essenzialmente sulla capacità di discernere, o meglio la voglia di riflettere attentamente sulle informazioni che ci vengono somministrate dall'esterno, qualsiasi sia la fonte che le eroga. Tutta questa attività di ponderazione è finalizzata alla verifica di affermazioni e dichiarazioni varie per il semplice e sacrosanto gusto di essere consapevoli di quello che ratifichiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fulcro della questione è rappresentato proprio dalla <strong>consapevolezza</strong>. Quanti di noi sono veramente consapevoli della veridicità e dell'attendibilità di tutti i dati espliciti e impliciti che ci arrivano dall'esterno. Con l'ausilio di dati statistici sarebbe abbastanza semplice estrapolare delle valutazioni "oggettive", ma nella fattispecie risulterebbe difficile condurre un'indagine statistica per dare una risposta. D'altro canto non voglio cadere nell'errore di parlare di <em>percezione</em> della consapevolezza, che personalmente giudico una pura invenzione di qualche "sociologo".</p>
<p style="text-align: justify;">L'unico strumento che mi resta è la mia esperienza. In tutti gli ambienti che pratico per motivi sociali e lavorativi incappo sempre in una buona fetta di persone che non si pongono molte domande sulla cognizione delle informazioni, ma si limitano ad accogliere i contenuti e, senza motivi apparenti, ne promuovono addirittura la diffusione.</p>
<p style="text-align: justify;">La scorsa settimana ho avuto il piacere di assistere a una conferenza del Prof. Massimo Picozzi, noto criminologo del settore forense. Durante la sua trattazione sulla scena del crimine, ho prestato molta attenzione al suo breve intermezzo sullo spirito critico, in relazione ad alcune falsità perpetrate dai media che banalmente possono essere riconosciute. Quelle poche parole sullo spirito critico mi hanno fatto ulteriormente riflettere.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché è così importante sviluppare continuamente uno spirito critico? A mio avviso la risposta è molto semplice. Se avere spirito critico, in termini molto semplicistici, significa essere consapevoli, tale consapevolezza ci rende inevitabilmente più <strong>consci delle nostre azioni e delle nostre parole</strong> con un notevole impatto nella vita sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra l'altro essere "critici" non è poi così difficile. Oltre al nostro patrimonio culturale, possiamo utilizzare un'ampia gamma di "strumenti". Ad esempio, possiamo fare una ricerca in Rete o sui libri, seguire l'attività di molti professionisti competenti, confrontarsi con altre persone, etc. Probabilmente non tutti siamo dotati di una certa alacrità, necessaria per adoperarsi in modo da smascherare eventuali bufale, ma tutto sommato basterebbe porsi <strong>una semplice domanda</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, abbiamo la fortuna di poter contare su <strong>professionisti seri e onesti</strong>, il cui operato ci aiuta ad essere critici e capire perché certe assurdità non vanno accettate. A tal proposito cito volentieri <a title="Il Disinformatico" href="http://attivissimo.blogspot.com/" target="_blank">Paolo Attivissimo</a> (giornalista informatico e cacciatore di bufale) e <a title="i misteri di Massimo Polidoro" href="http://www.massimopolidoro.com/" target="_blank">Massimo Polidoro</a> (scrittore e segretario nazionale del CICAP).</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno potrebbe pensare che non tutti siano così volenterosi da inventarsi <a title="Sherlock Holmes - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sherlock_Holmes" target="_blank">Sherlock Holmes</a> per ogni bufala che si prospetta. Siamo d'accordo, ma senza indagare più di tanto su fatti di grande interesse come i complotti sulle <em>scie chimiche</em> o l'<em>11 settembre</em>, consideriamo una tipologia di frottola molto semplice e comune come la <a title="Catena di Sant'Antonio - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catena_di_Sant'Antonio" target="_blank">Catena di Sant'Antonio</a> che raramente si dimostra vera e/o condivisibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Le catene di Sant'Antonio invadono quasi quotidianamente le nostre mailbox, generalmente facendo leva su storie toccanti ed emotive che inducono il destinatario a promulgare il messaggio. Nella mia esperienza, quasi nessuno si interroga su cosa ci possa essere dietro, anzi assume la notizia come vera e la promuove tra gli amici. Eppure nella maggior parte dei casi non sarebbe neanche necessario fare particolari ricerche, ma basterebbe leggere con più attenzione il contenuto osservando inesattezze e discrepanze palesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro spirito critico incide fortemente il ruolo dei media, che "non sempre" lavorano per rispecchiare la realtà, ma di questo si parlerà un'altra volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, dobbiamo porci degli interrogativi, senza mai esasperare i toni. Si può discutere, confrontarsi e soprattutto imparare dal dialogo, perché la tessera di socio onorario del club dei boccaloni non deve essere la nostra aspirazione, non se siamo persone intelligenti e consapevoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giuseppe</em></p>
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