Allenatore
Io, Allenatore
Chi mi conosce bene sa che questa sarebbe la prima pagina che andrei a leggere se visitassi per la prima volta questo blog. Solo in questo modo posso spiegare l'importanza che riveste per me il ruolo dell'Allenatore a cui aspiro da bambino e pratico dal 2003. Esattamente sono un allenatore di calcio, ma nutro un forte interesse per l'Arte di allenare in tutti gli sport o meglio in tutti i contesti di gruppo. Nel 2007 ho conseguito con grande soddisfazione l'abilitazione di Allenatore di Base Diploma B Uefa rilasciata dal Settore Tecnico della FIGC.
Fare l'Allenatore è un privilegio. A mio modestissimo parere, allenare non è per tutti e solo coloro che mostrano grande passione, impegno e tenacia possono farlo.
Non uso a caso la A maiuscola quando scrivo Allenatore. Allenare, e quindi essere Allenatore, comporta delle responsabilità non indifferenti a qualsiasi livello e particolarmente nel settore giovanile. Essere forti, trovare le soluzioni nei momenti più difficili, instaurare un rapporto di fiducia e saper istruire sono solo alcune delle caratteristiche che permettono di diventare un Allenatore con la A maiuscola. Inoltre, un Allenatore deve essere conscio che non ci si può mai fermare e bisogna migliorarsi sempre nell'interesse proprio e delle persone con cui si ha a che fare.
Come si può facilmente evincere dai contenuti di questo blog, la parola eclettico riveste grande importanza nel mio modo di pensare. Mi considero un eclettico anche e soprattutto nel calcio e quindi nel ruolo di Allenatore. Le considerazioni che derivano da questo mio modo di pensare e fare calcio potrebbero essere innumerevoli e preferisco rimandarle agli articoli che pubblicherò periodicamente. In breve, posso dire che mi piace ispirarmi a principi e metodi di varia "provenienza", poiché questo comportamento arricchisce il mio bagaglio culturale e sportivo e soprattutto mi permette di saper affrontare meglio svariate situazioni.
La mia filosofia calcistica si fonda su alcuni principi molto semplici e generali, che "guidano" la maggior parte delle mie azioni da Allenatore. Anche in questo caso potrei dilungarmi parecchio, quindi riporto in poche parole i miei principi:
- Istruire, non ammaestrare
- È il collettivo che esalta l'individualità, non è l'individualità che esalta il collettivo
- L'uomo viene prima del calciatore e i suoi valori sono indefettibili
- Anche nel "proprio piccolo", bisogna essere sempre professionali
Questi principi e la mia passione per l'eclettismo sono solo alcuni punti fondamentali del mio pensiero. Il resto lo scoprirete tornando in questo blog.
Il ruolo dell'Allenatore è molto difficile, anche per le pressioni che giungono da ogni parte e i giudizi ai quali si viene sottoposti. Spesso ho ricevuto critiche sul mio operato e su quello che credo in ambito calcistico. Ho sempre ascoltato e valutato le parole delle persone che con civiltà hanno espresso la propria opinione, pur rimanendo fermo sul mio pensiero.
Nonostante la frustrazione che spesso scaturisce da alcuni momenti particolari a cui inevitabilmente un allenatore va incontro, ho imparato che le difficoltà mi fanno crescere, perché mi faccio sempre forza per superarle, anche grazie alle persone (fortunatamente ci sono e non sono poche) che nutrono in me fiducia e stima. Quindi, anche le situazioni difficili possono divenire utili e rappresentare uno stimolo importante per la propria carriera.
In questo blog, mi impegnerò a scrivere quello che penso sul "mondo allenatori", sperando che voi lettori (non solo allenatori) vogliate interagire con me in uno scambio di idee e opinioni. In particolare, gli articoli della categoria Allenatore verteranno sui seguenti argomenti:
- Le mie personali idee e la mia filosofia
- Esercitazioni e aspetti tecnico/tattici
- Novità e fatti di cronaca del "mondo allenatori"
- Analisi e opinioni sportive e calcistiche
- Psicologia dello sport
Nei paragrafi successivi, troverete la storia e le valutazioni delle mie prime stagioni da Allenatore. Per quanto riguarda quello che sarà il mio futuro da Allenatore, lo saprete leggendo questo blog nei giorni che verranno.
L'inizio
Nell'estate del 2003 mi sentivo abbastanza maturo e libero da impegni per iniziare questa nuova avventura. Ma dove? Sicuramente nel settore giovanile, ma qui finivano le mie certezze, perché a parte la "categoria" non sapevo davvero dove andare.
Avevo 22 anni e onestamente non vi erano tantissimi presidenti o responsabili di settore giovanile disposti ad affidarmi una panchina. Dovevo trovarmela, offrendo le uniche garanzie che potevo dare in quel momento: la serietà e l'immensa passione per il calcio.
A mio parere il top del calcio giovanile è la categoria Allievi. Tuttavia ero in una fase di ricerca, quindi ancor prima di iniziare, e non potevo permettermi di esprimere preferenze. Fortunatamente, i dirigenti della Mediterranea Nizza, ottima compagine del calcio messinese, mi chiamarono per propormi proprio gli Allievi Provinciali della società. Ci pensai un po' e accettai.
Finalmente, avevo trovato la mia prima squadra da allenare. Ricordo ancora quando mi recai al campo per il primo allenamento. Entrare negli spogliatoi, mettere la tuta ed essere chiamato Mister erano tutte sensazioni nuove e piacevoli. Iniziammo gli allenamenti con un po' di ritardo, ma riuscimmo a presentarci all'inizio del campionato in buona forma.
Purtroppo, quell'esperienza non durò molto. Infatti, nonostante i risultati positivi sia in termini di gioco che di classifica, fui costretto ad andarmene a causa di alcune incomprensioni, restando tuttavia in ottimi rapporti sia con i ragazzi che con la società.
Di quella stagione ricorderò sempre il potenziale della squadra, forse il più elevato tra quelle che ho gestito, e le prime esperienze nei panni di allenatore. Tra i miei allievi di quella squadra c'era mio fratello, che per me rappresenta, a prescindere dalla parentela, uno dei giocatori più forti e talentuosi che abbia allenato. Mi rimprovero sempre di non averlo stimolato a cercare livelli superiori in cui sarebbe andato benissimo. Tuttavia spero che, essendo ancora molto giovane, dimostrerà presto sui campi di gioco e non solo il suo vero valore.
Praticamente, stava per finire il girone di andata ed io ero già senza squadra. Ma evidentemente, qualcuno mi voleva così bene che non dovetti aspettare nemmeno la fine della stagione per riprovarci. Infatti, il presidente del Roccalumera mi chiamò poco dopo l'inizio del girone di ritorno. Anche l'allenatore degli Allievi del Roccalumera aveva lasciato il suo incarico e il presidente della squadra mi propose di subentrargli.
Con grande voglia di riscatto accettai subito. La squadra era terza, proprio dietro alla mia ex Nizza che si trovava in seconda posizione. L'inserimento tra i ragazzi fu facilissimo, infatti conoscevo la maggior parte degli allievi quasi dalla loro nascita e gli altri nutrivamo in me grande fiducia.
Vincemmo tutte le partite del girone provinciale, compreso il big match contro il Nizza (3-2 in una partita stupenda con tutti gli spalti gremiti) e riuscimmo a vincere il girone guadagnandoci il diritto di giocare le finali provinciali, in cui facemmo un figurone, nonostante la sconfitta con una squadra notevolmente rimaneggiata a causa di infornunei (e gite scolastiche).
Con quei ragazzi conservo tutt'oggi un rapporto speciale. Mi rendo conto di aver fatto qualcosa di buono quando ancora oggi ci incontriamo per una bella mangiata di focaccia (in cui il nostro bomber batte tutti) e ricordiamo quei momenti.
L'anno successivo, stagione 2004-2005, il presidente del Roccalumera mi riconfermò la sua fiducia. La stagione fu davvero buona. Ci piazzammo secondi, ma in quell'anno, per il nostro potenziale, avremmo potuto fare di più. Purtroppo, diverse situazioni non ci aiutarono a confermare e migliorare l'anno precedente.
Nella stagione seguente, anno 2005-2006, fui costretto a non allenare a causa di impegni prioritari e improrogabili. Tuttavia, quell'anno non fu inutile, anzi mi permise di studiare e migliorare le mie conoscenze tecnico-calcistiche.
Una prova di maturità
La stagione 2007-2008 fu senza dubbio la più difficile. Nell'Agosto del 2007 mi contattò il direttore sportivo del Giardini Naxos, società gloriosa per i risultati ottenuti nei campionati giovanili. Dopo un breve colloquio, mi propose di allenare i Giovanissimi Regionali, che l'anno precedente avevano disputato i play-off grazie al piazzamento in terza posizione nel girone. Finalmente tornavo a fare l'allenatore.
Il campionato regionale che mi apprestavo a disputare è un campionato ben più importante e tecnicamente valido rispetto ai campionati provinciali che avevo fatto, quindi non c'era molto tempo da perdere e occorreva mettersi subito all'opera.
Nei pochi giorni che mi separavano dall'inizio degli allenamenti, cercai di organizzare e programmare tutti gli aspetti logistici e tecnici che interessavano la squadra. Purtroppo, fin dall'inizio non trovai la collaborazione della società, anzi "inspiegabilmente" mi ostacolarono. Infatti, a cause di "strane" situazioni interne alla società, la dirigenza era praticamente assente e addirittura fui costretto a costruire la squadra cercando più giocatori possibili con certe qualità tecniche.
Non fu facile, ma in qualche modo si riuscì a partire con la promessa, mai mantenuta, da parte della società di una maggiore collaborazione.
Di tutto quello che accadde dall'inizio degli allenamenti fino alla fine del campionato potrei scrivere un libro di parecchie pagine e pieno di episodi negativi, ma risulterei tedioso. Quello che è importante dire è che, nonostante l'assenza di dirigenti validi e soprattutto genitori capaci di fare i genitori, ebbi la forza di tenere duro fino alla fine e salvare la squadra (nel campionato regionale è prevista la retrocessione).
Di questa stagione non dimenticherò mai il rapporto instaurato con i ragazzi e soprattutto la mia prova di maturità di fronte a situazioni oltremodo difficili. Esperienze di questo genere sono importanti per crescere e sono certo che gli sforzi sostenuti saranno fondamentali per il prosieguo della mia "carriera" di allenatore.
Una nuova avventura
Dal settembre 2009 ricopro il ruolo di allenatore dei Giovanissimi provinciali dell'Atletico Roccalumera. Faccio parte di questa famiglia da quasi due anni e sono orgoglioso di contribuire attivamente all'ottimo lavoro tecnico e umano dello staff societario con i giovani.
Dopo i buoni risultati della stagione 2009/2010 (e la bellissima esperienza allo stadio San Filippo), ho iniziato il secondo anno alla guida dei Giovanissimi con grande passione ed entusiasmo, impegnandomi a dare continuità all'importante lavoro svolto in sinergia con il Presidente Gugliotta e mister Maglino, allenatore degli Esordienti che mi aiuta e collabora ormai da due anni, con l'obiettivo principale di concorrere alla formazione umana e tecnica dei nostri giovani atleti. Alla fine di questo biennio valuteremo assieme e attentamente la qualità e la quantità degli sforzi profusi; nel frattempo non rimane che lavorare duro per realizzare la nostra mission.







